Castello di Acicastello

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Incastellamento normanno nella Sicilia medievale: Castello di Acicastello

 

Sessioni fotografiche – 04 aprile 2004 (Nkon Coolpix 995); 2011 ( D1X + Nikkor 12 24 F4)

Rapporti ambientali – versante ionico etneo, costa, circa m. 20 s.l.m.; presso centro abitato. (Catania 270 IV S.E.)

Castello di Acicastello

Castello di Acicastello (foto 2011, G. Tropea)

Descrizione storica – Le notizie storiche su un possibile insediamento, esistente approssimativamente nei pressi dell’attuale comune di Aci Castello, risalgono ai resoconti arabi di età medievale. Ibn al-Athir, nella sua opera “Kamil ‘at tawarih”, racconta di una Aci centro della resistenza bizantina durante l’invasione musulmana:”Un altro corpo di musulmani fu mandato da Ibrahim a Rametta, ed uno ad ‘Al Yag (Aci). Gli abitatori di questi castelli offrirono di pagar la giziah; ma Ibrahim non accettò, volendo assolutamente che gli fossero consegnate le fortezze: il che fu fatto; ed ei le diroccò entrambe.” [M. Amari, 1880/81, vol. I, pag. 395]. Occupata nel 902 d.C. la Aci bizantina (in arabo Liag o ‘Al Yag), e’ probabile che i musulmani  ne abbattessero le fortificazioni, sia le mura urbiche, sia il probabile ridotto fortificato, probabilmente edificato sulla rupe di pietra lavica, presso la quale sorge l’attuale castello. Al- Muqaddasi, storiografo che scrisse alla fine del X sec. d.C. il Kitab ‘ahsan ‘at taqasim (le divisioni più acconce a far conoscer bene i climi [della Terra] ), in un elenco dei più importanti abitati di Sicilia menziona ‘Al Yag (Aci) come “…città murata; posta sul mare; vi si beve acqua corrente…” [M. Amari, 1880/81, vol. II, pag. 672]. Sulla base della testimonianza di al-Muqaddasi è probabile che, dopo la conquista dell’abitato, i musulmani avessero riedificato, possibilmente integrandole con parte delle opere difensive superstiti di epoca bizantina, nuove fortificazioni a protezione dell’abitato. Nessuna traccia sopravvive della ‘Al Yag musulmana. La testimonianza più antica risalente ad epoca normanna si data al 1092 d.C. In quell’anno Aci rientra nel novero delle donazioni volute dal Conte Ruggero in favore del vescovo/abate Ansgerio. Durante il regno di Ruggero II, Edrisi, intorno al 1150 d.C., descrive Liag quale “terra marittima di antica civiltà. Ha un mercato ed una pianura, con belle e fertili terre da seminare, di natura sì calda che vi si fa le messe pria che in tutt’altro paese della Sicilia. Di qui si esporta pece, catrame, legname e altre derrate in gran copia.” [M. Amari, 1880/81, vol. I, pag. 70]. Sebbene la descrizione del geografo normanno sia nel complesso esauriente, la fonte tuttavia non aiuta ad identificare l’antica Aci. Edrisi, inoltre, non ricorda né fortificazioni, né un mastio, che al contrario si ritiene dovessero, al contrario, essere presenti. Alla fine del XIII sec. il castello è ben attestato. Nel 1297 truppe regie assediano la fortezza, occupata da fedeli di Ruggero di Lauria. In breve tempo Federico III ottiene il castello, posto “…super ingenti saxo fundatum, fluctibus maris spumantibus undis eluditur…” [Cronaca di Nicolò Speciale, Gregorio  1791-92, vol. I, pag. 382]. Nel XIV secolo Aci più volte è documentata in qualità di “terra e castello” [Cosentino 1886, pag. 35]. Il castello passa al demanio regio nel 1409 d.C., stanziandovi un castellano, un vice castellano, una guarnigione di nove servienti e un “portarius“. Si dota la fortezza di quindici balestre, due piccole bombarde, una di grandi dimensioni e “una viga di trabucu cum lu so pernu di ferru…” [ACA, Maestro Racional 2506, c. LXIIIr-v]. Nel corso del XVI secolo la dotazione del castello risulta di “un artigliero, un castellano, un cappellano, quattro soldati stipendiati e altri quattro di rispetto” [Mazzarella Zanca 1985, pag. 295]. Alla fine del XVI secolo è castellano don Pietro di Gravina e sono presenti guardiani che “…hanno cura di prigioni che stanno in detto castello ed insieme fanno guardia per vascelli… sono catanesi et maritati alcuni et alcuni scapoli, non tengono beni in nessuna parte…” [Mazzarella Zanca 1985, pag. 295].

 

Fotografie – 4 asprile 2004

Castello di Acicastello

Castello di Acicastello, foto tratta da Wikipedia

 Descrizione architettonica e topografica – Il castello di Acicastello sorge su uno sperone di roccia lavica,  accessibile solo da settentrione, attraverso un ponte in muratura che sostituisce l’antico ponte levatoio in legno. La complessa struttura si articola su diversi livelli: subito spicca il dongione a pianta quadrangolare, attorno al quale si sviluppa il resto del complesso fortificato. Varcato l’ingresso e superati i resti dell’impianto che permetteva il funzionamento del ponte levatoio, la scala conduce ad un primo ambiente, un tempo probabilmente voltato, come è possibile notare dagli innesti degli archi che dovevano sostenere la copertura. Proseguendo a sinistra, è possibile osservare alcuni piccoli locali coperti, attualmente adibiti ad antiquario, che raccoglie reperti archeologici risalenti dall’epoca preistorica fino all’età medievale. Ritornando all’ambiente di cui prima, varcata una stretta soglia, posta ad oriente, si accede ad un cortile che ospita un piccolo orto botanico, dal quale è possibile accedere ad una piccola cappella, denominata “bizantina” per la presenza di miseri resti di un affresco presumibilmente normanno dai tratti bizantineggianti. La cappella, a pianta rettangolare, è coperta da volta sostenuta da quattro archi ad ogiva. Un tempo essa doveva essere per buona parte affrescata con una tinta ocra di sottofondo nella quale si stagliavano figure di santi nimbati, simili alle due immagini che si possono intravedere nei poverissimi resti ormai consunti dal tempo e dall’incuria. Al piano superiore della fortezza si accede attraverso una stretta scala che ha il suo inizio presso l’ambiente descritto all’inizio. Salendo dalle scale si notano, a destra, i resti di una prima torre a pianta quadrangolare. Subito dopo fa la sua comparsa la grande mole del mastio: il torrione ancora troneggia sulle rimanenti parti della fortezza, sebbene sia in parte crollato e conservi una parte delle merlature. L’interno è coperto da una volta sostenuta dai medesimi archi ad ogiva presenti nella “cappella bizantina”. Oltrepassato il mastio è possibile immettersi, attraverso una scaletta metallica, nell’ampia terrazza dalla quale da un lato è possibile mantenere sotto controllo l’abitato di Aci Castello, nonché l’immediato entroterra, mentre dall’altro lato, volgendosi ad oriente, è possibile osservare un’ampia porzione della costa.

Cronologia – Sulla datazione dell’edificio pochi studiosi si sono pronunciati. Giuseppe Agnello ritenne i ruderi “… privi ormai di quei caratteri che ne consentano la determinazione cronologica e architettonica…” [G. Agnello 1961, pag. 387]. La tradizione locale lega la fortezza al periodo normanno, pur con gli evidenti riadattamenti e rifacimenti successivi.

Bibliografia

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

AA. VV., Aci Castello, Guida del castello normanno e del museo civico, Catania 2001.

G. Agnello, L’architettura civile e religiosa in Sicilia in età Sveva, Roma 1961.

V. Amico, Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

F. Maurici, Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Sellerio, Palermo 1992.

S. Mazzarella, R. Zanca, Il libro delle torri. Le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI-XX, Sellerio, Palermo 1984.

I. Peri, Città e campagna in Sicilia, I, Dominazione normanna vol. I, Atti della Accademia di Scienze Lettere e Arti di Palermo, XIII, parte II, IV, 1952-1953.

R. Santoro, La Sicilia dei Castelli, Palermo 1986.

About the author

Giuseppe Tropea Autore (author): Giuseppe Tropea Google Giuseppe Tropea nasce a Catania. Intraprende studi classici e nel 2000/2001 si laurea in Lettere Classiche con indirizzo archeologico. Consegue un diploma di assistente restauratore (2002), un master in Archeologia e Storia Medievale (MUASA, presso l'Università di Siena, 2003/2004), una specializzazione in Archeologia classica e Medievale (Università di Lecce, 2005/2007). Medioevosicilia.eu è il frutto delle competenze informatiche unite alle conoscenze umanistiche maturate in anni di studi e formazione.

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