Castello di Caltagirone

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Incastellamento normanno nella Sicilia medievale: il castello di Caltagirone

Federico II e i luoghi del potere: il castello di Caltagirone

Sessioni fotografiche – 4 gennaio 2004 (Nikon Coolpix 995)

Rapporti ambientali – Centro storico, assenza di resti visibili, solo attestazioni documentarie (273 IV S.O. Caltagirone).

Caltagirone (foto Giuseppe Tropea)
dscn5544Descrizione storica – L’abitato di Caltagirone trae le sue origini storiche dall’alto medioevo. Nel 1150 d.C. Edrisi nel suo “Libro di Ruggero”, ricorda l’abitato con il nome di Qal’at-al khanzaria (la “Rocca dei cinghiali”) o hisn al ganun (la “Rocca dei geni”). Nel 1239 si censisce come demaniale il castello, inserito nel novero dei “castra exempta” 1)J.L.A. Huillard – Bréholles 1852-1861, V, pp. 509-511; nel 1256 l’edificio fortificato viene danneggiato o distrutto da Manfredi 2)Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 159. Nel 1409 e 1415, a Caltagirone, esiste solo una “turris” demaniale, ridotta a “domus plana” (residenza smilitarizzata) e nella quale si conservano tre balestre e due bombarde, una di ferro e l’altra di bronzo 3)ACA, Maestro Racional 2509, c. LVIIv. Nel 1440 vengono edificate una sala e una camera, annesse alla torre 4)Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 159. Nel XVIII secolo si preservano ancora alcune rovine; agli inizi del XX secolo solo poche rovine ricordano la presenza di un mastio.

Descrizione architettonica e topografica – Il Castello di Caltagirone trovava posto sulla sommità del colle che oggi ospita l’abitato antico di Caltagirone. La posizione elevata permetteva una sorveglianza continua della piana di Catania e delle vie di accesso dalla costa verso l’entroterra. Dell’edificio fortificato, oggi, non rimane alcuna preesistenza e al suo posto è stato edificato un serbatoio idrico. Certamente la vetustà del toponimo, di chiara origine musulmana, testimonia l’importanza dell’abitato di Caltagirone già in epoca alto medievale. Non è improbabile che precedette la fortificazione musulmana una fortezza o un abitato fortificato cristiano bizantino, come ne è testimonianza il vicino insediamento di Mineo, presso il quale Paolo Orsi, agli inizi del XX secolo, pare abbia rilevato la presenza di un bastione murario con i resti annessi di una torre semicircolare, edificati con una tecnica che richiama origini bizantine.

Cronologia – IX/XI secolo d.C. (?).

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

G. Agnello (1966), Architettura sveva civile e militare, Roma 1966.

A. Bruschi, G. Miarelli Mariani (1975), Architettura sveva nell’Italia meridionale. Repertorio dei castelli federiciani, Firenze 1975.

H. Hahn, A. Ranger Paztch (1920), Hohenstaufen in Unteritalien, Leipzig 1920.

J.L.A. Huillard – Bréholles (1852-1861), Historia diplomatica Friderici Secundi sive constitutiones, privilegia, mandata, instrumenta quae supersunt istius Imperatoris et filiorum ejus ; accedunt epistolae Paparum et documenta varia collegit, ad fidem chartarum et codicum recensuit, juxta seriem annorum disposuit et notis illustravit J.-L.-A. Huillard-Bréholles, 6 voll., Henricus Plon, 1852/1861.

F. Maurici (1992), Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Sellerio, Palermo 1992.

I. Peri (1952-1953), Città e campagna in Sicilia, I, Dominazione normanna vol. I, Atti della Accademia di Scienze Lettere e Arti di Palermo, XIII, parte II, IV, 1952-1953.

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References   [ + ]

1. J.L.A. Huillard – Bréholles 1852-1861, V, pp. 509-511
2. Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 159
3. ACA, Maestro Racional 2509, c. LVIIv
4. Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 159
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