Castello di Castelmola

×Details

Incastellamento normanno nella Sicilia medievale: il Castello di Castelmola

Sessioni fotografiche – 1 febbraio 2004 (Nikon Coolpix 995)

Rapporti ambientali – centro urbano, via Salita Castello. Peloritani meridionali, (F.° 262 I S.O. Taormina).

castelmola-1Descrizione storica – Un’iscrizione, oggi murata sul prospetto principale della chiesa madre di Castelmola, testimonia l’edificazione o il restauro di un ridotto fortificato, kastron, per volontà del “patrizio e stratego” Costantino tra la fine del IX secolo e gli inizi del X d.C. 1)F. Maurici 1992, pag. 27. La conquista di Taormina da parte dei mussulmani nel 902 d.C. è causa di ripercursioni per la fortezza di Castelmola, della cui sorte nulla si conosce. E’ infatti possibile che il più alto ridotto fortificato non cada in mano araba, ma opponga resistenza, nonostante la drammatica situazione. Tra il 912 e il 913 d.C. Ibn al-Athir cita un “castello nuovo” che potrebbe identificarsi proprio con il castello della Mola 2)M. Amari 1880-81, vol. I, pag. 409. Sulla sorte della fortezza in epoca normanna e sveva nulla si conosce. E’ probabile che il ridotto, similmente al castello di Taormina, sia demaniale, come testimonierebbero i tardi statuti angioni dei castelli risalenti al 1274 e 1281 3)E. Sthamer 1912, p. 65. Pietro d’Aragona decide, nel 1334, di cingere di mura e, forse, restaurare il complesso castrale 4)Ganci Battaglia, Vaccaro 1968, pag. 257. Nel 1353 Michele da Piazza definisce antica fondazione il castello di Castelmola 5)Michele da Piazza 1980, pp. 183-184. Durante la prima metà del XV sec., l’abitato di Castelmola è censito come casale di Taormina 6)Brescl 1986, pag. 61 e alla metà del XVI secolo la fortezza è prigione per malviventi 7)Fazello 1558 (1817),vol. I, pp. 138-139, 550.

Descrizione architettonica e topografica – I resti del Castello di Castelmola poggiano su di uno sperone di roccia oblungo (orientato nord-ovest/sud-est) che sovrasta il piccolo abitato medievale e dal quale si gode una fra le visuali più suggestive di Sicilia (quota 530 m. s.l.m.). Si è sempre ritenuto che Castelmola abbia rappresentato una sorta di seconda acropoli per l’abitato di Taormina e, probabilmente, tale funzione avrà svolto durante i due assedi musulmani, che ebbe a patire la stessa Taormina nel 902 e nel 962 d.C. Oltre la menzionata iscrizione di sicura epoca bizantina, i resti del castello della Mola non restituiscono evidenze alto medievali. Dell’originario sistema difensivo oggi si intravedono solo tracce di una bassa cinta muraria, della quale è superstite un paramento costituito da pietrame calcareo e lavico, inzeppato con frammenti di cotto in abbondante malta. Nel paramento si apre un grande arco a tutto sesto, probabilmente la porta di accesso principale all’abitato. Oltrepassata la porta urbica, immediatamente sulla destra una scala conduce alla parte sommitale, che ospita il ridotto fortificato. Qui le mura della fortezza si impostano direttamente sulla roccia. La tecnica muraria è usuale: pietrame di varia dimensione legato insieme da malta e inzeppato con laterizi; i cantonali, là dove ancora resistono, presentano blocchi lapidei mediamente sbozzati. I pochi ruderi superstiti restituiscono l’aspetto di una fortezza incentrata su di un imponente torrione che in direzione ovest precipita direttamente nella valle sottostante. Da questo torrione ha inizio la cinta muraria principale, della quale rimangono alcuni monconi. Via via che lo sperone di roccia degrada verso il basso è possibile riconoscere i pochi resti di altre cortine murarie.

Cronologia – IX/X secolo d.C. (?)

Attestazioni documentarie – Iscrizione bizantina visibile all’angolo meridionale del duomo di Castelmola.

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

M. Amari (1880/81), Biblioteca arabo-sicula, 2 vol., Torino- Roma, Loescher 1880-1881.

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

H. Bresc (1986), Un monde méditerranéen. Economie et société en Sicile 1300-1450, Roma- Palermo, 1986.

Fazello (1558), De Rebus Siculis decadae duae, Palermo 1558, trad. it. di A. De Rosalia, Storia di Sicilia, Palermo 1990.

G. Ganci Battaglia, G. Vaccaro (1968), Aquile sulle rocce (castelli di Sicilia), Palermo 1968.

F. Maurici (1992), Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Sellerio, Palermo 1992.

Michele da Piazza (1980), Cronaca (1336-1361), a cura di A. Giuffrida, 1980.

F. San Martino de Spucches (1924-1941), La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari di Sicilia dalla loro origine ai nostri giorni, 10 vol., Palermo 1924-1941.

E. Sthamer (1914), Die Verwaltung der Pastelle in Konigreich Sizilien unter Kaiser Friedrich II, und Karl I von Anjou, Leipzig 1914.

C. Terranova, I Castelli Peloritani del versante tirrenico, Milazzo 1991.

Licenza Creative Commons
I testi sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported. Fotografie: Tutti i diritti riservati

References   [ + ]

1. F. Maurici 1992, pag. 27
2. M. Amari 1880-81, vol. I, pag. 409
3. E. Sthamer 1912, p. 65
4. Ganci Battaglia, Vaccaro 1968, pag. 257
5. Michele da Piazza 1980, pp. 183-184
6. Brescl 1986, pag. 61
7. Fazello 1558 (1817),vol. I, pp. 138-139, 550
+Gallery
+Related
+Meta