Castello di Eilean Donan | Eilean Donan Castle

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Eilean Donan Castle 1910 - 1911, History of the clan Macrae with genealogies, by Alexander Macrae, 1910, Dingwall, Scotland. La foto risulta pubblicata nelle pagine 32 e 33.

Eilean Donan Castle 1910 – 1911, History of the clan Macrae with genealogies, by Alexander Macrae, 1910, Dingwall, Scotland. La foto risulta pubblicata nelle pagine 32 e 33.

Descrizione storica – è possibile che sul luogo ove ora sorge il castello sia stato edificato tra VI e VII secolo d.C. un cenobio cristiano dedicato ad un martire irlandese, Donnán di Eigg. Non sopravvivono resti di edifici religiosi e sono stati rinvenuti solo frammenti di pietra vetrificata 1)Miket & Roberts 2007, pp. 83–84. Le origini del castello fanno riferimento al regno di Alessandro II (1214-1249), durante il quale venne costruito un largo muro di cinta. L’edificio probabilmente venne innalzato al fine di costituire un forte avanzato lungo il confine tra il “Signore delle Isole” celtico-norreno e il Conte di Ross. Il castello di Eilean Donan fu un caposaldo di confine contro le spedizioni norrene. Il fondatore del forte originario pare fosse, secondo una legenda, il figlio del capofamiglia dei Matheson, che avrebbe acquisito il potere di comunicare con i volatili. Dopo molteplici avventure oltremare venne investito da Alessandro II del compito di costruire il castello e difendere il regno 2)Miket & Roberts 2007, pp. 85–87.  Successivamente il maniero fu residenza dei Mackenzies di Kintail, vassalli di Uilleram, conte di Ross. In questa fase iniziale il castello ha ospitato e acquartierato i Macraes e i Maclennas, entrambi clan vicini ai Mackenzies. E’ probabile che la fortezza sostenesse un primo assedio dopo il 1266. A quel tempo fu il Conte Guglielmo a condurre l’assalto al castello, che Mackenzies e alleati riuscirono a respingere 3)Miket & Roberts 2007, pag. 87. Sembra che tra il 1306 e il 1307 trovasse rifugio nel castello anche Roberto I di Scozia (Roberto I Bruce). Il complesso fortificato non venne coinvolto nelle Guerre di Indipendenza Scozzesi. Nel 1331 fu il conte di Moray, Thomas Radolph, a soggiornare all’interno del maniero. Per l’occasione 50 malfattori furono arrestati e giustiziati, le loro teste poste sulle mura del castello per l’approvazione di Moray 4)Miket & Roberts 2007, pag. 87 . Entro la metà del 14 ° secolo i Mackenzies si dice siano entrati a far parte della fazione perdente nella faide in corso con i Conti di Ross. Il conte Uilleam II concesse a Raghnall mac Ruaidhri, signore di Garmoran, il Kintail nel 1342. Con l’aiuto di Leod Macgikleandrais, il conte presumibilmente arrestò Kenneth Mackenzie, terzo di Kintail, e lo uccise nel 1346 a Inverness. Durante questo periodo sembra che il castello di Eilean Donan sia stato tenuto da Duncan Macaulay per i Mackenzies contro il Conte e i suoi alleati 5)Mackenzie 1894, pp. 52-53. Il figlio giovane di Kenneth, Murdo Mackenzie sembra riuscisse ad evadere il tentativo da parte del Conte di attentare alla sua vita e con il ritorno di David II dall’esilio, Murdo Mackenzie fu confermato alla guida delle terre del Kintai e del castello di Eilean Donan (documento del 1362) 6)Mackenzie 1894, pag. 58 7)Miket & Roberts 2007, pag. 88. Agli inizi del XIV secolo a insediare il Kintail fu la famiglia Macrae, migrata dal Beauly Firth. I Macrae guadagnarono tanto la fiducia dei Mackenzie da diventarne guardia personale col soprannome di “cotta di maglia” dei Mackenzie 8)Macrae 1910, pp. 6-10.  Nel XV secolo, James I re di Scozia fece incarcerare il giovane Alexander Mackenzie nel tentativo di riportare pace e ordine nel regno. Alexander fu catturato con molti altri capiclan, ma sebbene tutti venissero uccisi, egli grazie alla sua giovane età fu inviato in una scuola e lì rimase mentre il controllo del Kintail rimaneva nelle mani dello zio e il connestabile Duncan Macaulay continuava a tenere il forte di Eilean Donan. Sopraggiunto alla maggiore età Alexander mostrò appoggio alla corona contro il clan Macdonald e per tal motivo venne reintegrato di tutti i possedimenti del Kintail (1463) 9)Mackenzie 1894, pag. 74. Morto nel 1488, vi successe Kenneth Mackenzie, 7° di Kintail, anch’egli morto di li a poco 10)Mackenzie 1894, pag. 84. Il regno passò nelle mani dei figli, per l’esattezza del secondo genito, John di Killin (di minore età). A reggere il castello Donan fu l’usurpatore zio Hector Roy Mackenzie, che vi installò un governatore 11)Macrae 1910, pp. 22-24. L’attività fuorilegge di Hector Mackenzie gettò cattiva luce sulla famiglia e nel 1503 il conte di Huntly offrì di consegnare l’Eilean Donnan al re e di tenerlo in suo nome. Giacomo IV accettò e inviò una nave a supporto dell’impresa 12)Brichan 1855, pag. 834. Alla fine Hector acconsentì a consegnare la fortezza, che però rimase nelle mani del castellano che rifiutò la resa. Un assedio allora si rese necessario, a cui fece seguito l’inevitabile capitolazione e destituzione di Ian Charrich, castellano, nel 1511 13)Mackenzie 1894, pag. 125-126 14)Macrae 1910, pp. 22-24. Circa due decenni dopo il castello fu protagonista di altri episodi di violenza. Nel 1539 Donald Gorm Macdonald invase e saccheggiò le terre di Macleod di Dunvegan e poi attaccò le terre di Mackenzie. Da lì mosse verso Eilean Donnan, che, come aveva appreso, era controllato da solo due persone, un castellano e un guardiano 15)Macrae 1910, pp. 25. Tuttavia inaspettati rinforzi posero in difficoltà Gorm che alla fine rimase pure ucciso, colpito fatalmente da una freccia scoccata da Duncan MacGillechriosd, capitano che aveva comandato i rinforzi in aiuto del castello 16)Macrae 1910, pp. 28. Tempo dopo fu un figlio del MacGillechriosd a diventare castellano di Eilean Donan per diversi decenni. Intorno al 1602 Eilean Donan divenne base per una serie di incursioni marine verso la costa di Kyle Rhea. Le incursioni erano guidate da membri dei MacGillechriosd. Nel 1618 fu castellano di Donan il reverendo

Eilean Donan, Photo by DAVID ILIFFL with_License_CC-BY-SA 30

Eilean Donan, Photo by DAVID ILIFFL with_License_CC-BY-SA 30

Farquhar Macrae, figlio di Christofer Macrae 17)Macrae 1910, pp. 52-58. Farquhar fu tutore del piccolo figlio di G. Mackenzie, secondo conte di Seaforth, Kenneth che successivamente venne investito del possesso di Eilean Donan 18)Macrae 1910, pag. 59. Negli anni della guerra civile (metà del XVII secolo) il conte di Seaforth si alleò con Carlo I, tuttavia alla sconfitta del re, il parlamento scozzese ordinò che il castello di Eilean ospitasse una guarnigione, che non fu accettata dalla popolazione locale, causando contrasti che portarono all’allontanamento dei militari 19)Macrae 1910, pp. 195-196. Poco tempo dopo, Simon Mackenzie di Lochslin radunò truppe in favore del re attorno al castello, ma per ragioni sconosciute entrò in conflitto con Farquhar Macrae, chiedendone la deposizione. Farquhar inizialmente si oppose, sebbene poco tempo dopo venisse persuaso a lasciare la fortezza, rimanendo così l’ultimo connestabile/castellano ad aver abitato all’interno di Eilean Donan 20)Macrae 1910, pag. 65. Alla dipartita di Farquhar, il castello venne occupato dal conte di Balcarres 21)Macrae 1910, pag. 70 e nel giugno del 1654 il territorio del Kintail fu invaso da Generale Mock, governatore militare di Olvier Crommwell in Scozia, per sopprimere rivolte e rubare i capi di bestiame di Farquhar 22)Macrae 1910, pp. 63-64, 354. L’ultimo grande avvenimento che vide come protagonista la fortezza avvenne agli inizi del XVIII secolo, periodo in cui salì al potere Guglielmo d’Orange, insieme ad una diffusione della religione presbiteriana. Nonostante questi cambiamenti, le Highland scozzesi rimasero episcopali e una serie di rivolte giacobite posero a ferro e fuoco questo territorio, la più violenta delle quali ebbe luogo nel 1715. Capo della ribellione fu il conte di Mar. All’armata giacobita si unì Guglielmo Mackenzie, che radunò uomini del proprio clan e del clan Macrae. questi ultimi si radunarono presso il castello di Donan in attesa della battaglia di Sheriffmuir, che ebbe esito incerto. Nei mesi successivi i giacobiti ebbero il supporto spagnolo. Un’avanguardia di 300 soldati spagnoli arrivarono a Loch Duich nell’aprile del 1719 e occuparono il castello di Eilean Donan, Tuttavia non arrivò mai il grosso dell’invasione spagnola e all’inizio di maggio la Royal Navy inviò tre navi da guerra che si ancorarono non lontano dal castello. Fu inviata una barca nel tentativo di negoziare con gli spagnoli che aprirono il fuoco. Le navi risposero al fuoco e bombardarono il castello per quattro ore o più. Il bombardamento proseguì il giorno dopo, finché, inviata una spedizione a terra, riuscì ad entrare nel castello trovando solo un tenente spagnolo, uno scozzese ribelle e 39 soldati con 343 barili di polvere da sparo e 52 barili di colpi per moschetto. Il castello venne demolito quasi per intero 23)A.H. Millar 1882, pp. 57-69.

Eilean Donan, foto aerea di Richard Dorrell, Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 license

Eilean Donan, foto aerea di Richard Dorrell, Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 license.

Descrizione topografica e architettonica – edificata in una piccola isola a ridosso della costa, la fortezza ha vissuto molteplici fasi costruttive. Alla prima fase sarebbe ascrivibile una cortina muraria che racchiudeva gran parte dell’isola. Ad essa si aggiungeva, intorno al XIV secolo d.C., un dongione. Resti della cortina muraria ancora oggi si possono rilevare un pò ovunque nell’isolotto. Il muro racchiudeva uno spazio di 3000 metri quadri 24)Miket & Roberts 2007, pp. 95-96.  Nella zona nord della cinta sopravvivono le fondazioni di una larga torre di circa 12 per 13 metri e altri resti di fondazioni suggerirebbero la presenza di altre torri negli angoli nord-est e sud-est. L’accesso all’area cintata era garantito attraverso il mare lungo la zona nord-ovest. Qui trovava posto una piccola spiaggia dove potevano ormeggiare imbarcazioni. Un’altra spiaggia nella zona di sud-ovest garantiva un accesso secondario 25)Miket & Roberts 2007, pp. 95-96. Scavi archeologici condotti tra il 2008 e il 2009 confermarono la presenza di queste mura e trovarono anche evidenze di fonderie nella zona 26)Milburn 2008, p. 110 27)Milburn 2009, pag. 104. Il fulcro della fortezza, il grande dongione sorto nella parte più alta dell’isola, contro il muro di cinta, forse fu edificato nel XIV secolo 28)Gifford 1992, pp. 532-533. Questa imponente torre ha pianta quadrangolare di 16.5 per 12.4 metri e uno spessore murario di circa 3 metri. Il piano terreno risultava diviso in due parti, una scala posta lungo il muro nord conduceva alla prima elevazione. Il pianterreno si caratterizzava per una copertura a volta, l’ingresso venne ricavato nell’angolo sud-orientale. La torre era coperta con merlatura , circondata da camminamenti di ronda e piccole torrette ai lati della copertura piana 29)Miket & Roberts 2007, pp. 100-102. Ad un periodo non ben precisato, forse alla fine del XIV secolo o inizi del XV, le fortificazioni esterne vennero abbandonate in favore di un recinto più piccolo, probabilmente per ridurre la superficie da difendere 30)Miket & Roberts 2007, pag. 107. Nel corso del 1500 si aggiunsero due strutture lungo il lato meridionale della cinta muraria. Una piccola abitazione venne edificata all’interno dell’angolo sud-est del muro. L’edificio, che probabilmente serviva ad alloggiare il castellano, si caratterizzava per la presenza di una torre nella quale alloggiava una scala che dava accesso al camminamento di ronda lungo il muro est 31)Miket & Roberts 2007, pp. 103-104. A sud-ovest si innalzò un complesso dalla pianta a L, esterno al muro. Non si esclude che parte di queste costruzioni siano state aggiunte nel XVII secolo. Ulteriori interventi si eseguirono nel corso del XVI secolo. In particolare si aggiunse, ad est, un bastione formato da due muri a nord e sud che racchiudevano un cortile triangolare. La punta orientale del bastione era caratterizzata da una sorta di appendice esagonale irregolare, una torre, all’interno della quale si custodiva un pozzo 32)Miket & Roberts 2007, pag. 108. La funzione di questo edificio è stata chiarita solo di recente. In origine si pensava fosse una torre dell’acqua o una cisterna. Tuttavia la presenza di un ingresso ad est fa ritenere che si trattasse dell’accesso al castello salvaguardato da un fosso oltrepassabile tramite ponte levatoio. Non si esclude che il bastione esagonale fosse terrazzato per ospitare pezzi di artiglieria. Due fucili di bronzo si rinvennero nel 1893, dragando il pozzo. I due pezzi misuravano un metro di lunghezza con una bocca da fuoco di 25mm di diametro. Si rinvenne anche una grossa cancellata in ferro, utilizzata nella porta orientale del bastione e oggi conservata dentro il castello 33)Miket & Roberts 2007, pag. 109. Tuttavia questo elaborato ingresso venne presto abbandonato in favore di un altro aperto lungo il muro meridionale. Dai disegni di Lewis Petit si apprende che nel 1714 il castello era largamente in abbandono e derelitto, solo una abitazione posta nell’angolo sud-est rimaneva con la relativa copertura 34)Miket & Roberts 2007, pag. 100. Quattro anni dopo il castello era totalmente demolito e nel 1912 rimanevano pochi resti dell’intero complesso 35)Gifford 1992, pp. 532-533.

Il restauro – rimasto in abbandono per secoli, solo tra il 1919 e il 1932 il castello venne ricostruito per volontà del Tenente Colonnello John MacRae-Gilstrap. Sebbene la ricostruzione avesse inizio dal primo piano, apparentemente superstite, per il resto il castello attuale differisce dall’originale. Purtroppo i disegni di Lewis Petit vennero scoperti quando i restauri erano quasi ultimati e i restauratori dovettero fare affidamento su meno accurate ricostruzioni fatte da MacGibbon e Ross risalenti alla fine del XIX secolo 36)Miket & Roberts 2007, pag. 110. In più si narra che il direttore dei lavori, Farquar Macrae, basasse la ricostruzione su di un sogno, nel quale gli apparì il castello restaurato. A seguito di ciò il castello di Eilean Donnan è stato considerato più una romantica reincarnazione nella tradizione dei castelli del primo ventesimo secolo, utile per set cinematografici, piuttosto che un genuino castello medievale 37)Miers 2008. Al maniero, oggi, si accede da sud per mezzo di un portale protetto da cancellata.Sopra la porta vi è una iscrizione in gaelico relativa al legame tra i clan Fraser e Macrae 38)Hull 2009, pag. 92. Dal portale si raggiunge il cortile interno, il cui livello è stato abbassato fino al letto di pietre che circonda la grande torre. Edifici si distribuiscono lungo l’angolo sud-est e richiamano la forme delle antiche strutture scomparse. A sud ovest si reintegrarono o ricostruirono solo parzialmente le antiche costruzioni. Stessa sorte anche per l’ala nord, che presenta una piattaforma che permette la visione sul lago. A nord-ovest sorge una piccola torre. L’attuale dongione segue, nelle dimensioni, l’originaria fortezza, sebbene le divisioni interne siano il frutto interpretativo del restauro. Il pian terreno ha una singola sala coperta a volta, la prima elevazione ospita la Sala dei Banchetti con copertura in legno di rovere e un camino in stile XV secolo. Il restauro incluse anche la costruzione di un ponte ad arco. L’edificio, ultimato, venne adibito a memoriale per i caduti della Grande Guerra facenti parte del clan MacRae. Eilean Donan riaprì ai visitatori solo nel 1955 39)Gifford 1992, pp. 532–533.

Bibliografia

Gifford, John (1992). Highlands and Islands. The Buildings of Scotland. Yale University Press.

Hull, Lise (2009). The Great Castles of Britain & Ireland. New Holland.

MacGibbon, David; Ross, Thomas (1889). The Castellated and Domestic Architecture of Scotland, Edinburgh

Macrae, Donald (1970). The Clan Macrae. Johnston’s Clan Histories. Johnston and Black

Miket, Roger; Roberts, David L (2007). The Medieval Castles of Skye and Lochalsh (2nd ed.). Edinburgh: Birlinn

Miers, Mary (2008). Western Seaboard: An Illustrated Architectural Guide. Rutland Press

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References   [ + ]

1. Miket & Roberts 2007, pp. 83–84
2. Miket & Roberts 2007, pp. 85–87
3. Miket & Roberts 2007, pag. 87
4. Miket & Roberts 2007, pag. 87
5. Mackenzie 1894, pp. 52-53
6. Mackenzie 1894, pag. 58
7. Miket & Roberts 2007, pag. 88
8. Macrae 1910, pp. 6-10
9. Mackenzie 1894, pag. 74
10. Mackenzie 1894, pag. 84
11. Macrae 1910, pp. 22-24
12. Brichan 1855, pag. 834
13. Mackenzie 1894, pag. 125-126
14. Macrae 1910, pp. 22-24
15. Macrae 1910, pp. 25
16. Macrae 1910, pp. 28
17. Macrae 1910, pp. 52-58
18. Macrae 1910, pag. 59
19. Macrae 1910, pp. 195-196
20. Macrae 1910, pag. 65
21. Macrae 1910, pag. 70
22. Macrae 1910, pp. 63-64, 354
23. A.H. Millar 1882, pp. 57-69
24. Miket & Roberts 2007, pp. 95-96
25. Miket & Roberts 2007, pp. 95-96
26. Milburn 2008, p. 110
27. Milburn 2009, pag. 104
28. Gifford 1992, pp. 532-533
29. Miket & Roberts 2007, pp. 100-102
30. Miket & Roberts 2007, pag. 107
31. Miket & Roberts 2007, pp. 103-104
32. Miket & Roberts 2007, pag. 108
33. Miket & Roberts 2007, pag. 109
34. Miket & Roberts 2007, pag. 100
35. Gifford 1992, pp. 532-533
36. Miket & Roberts 2007, pag. 110
37. Miers 2008
38. Hull 2009, pag. 92
39. Gifford 1992, pp. 532–533
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  • Eilean Donan foto di Guillaume Piolle / CC-BY-3.0
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