Castello di Francavilla

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Incastellamento nella valle dell’Alcantara: il Castello di Francavilla

Sessioni fotografiche – 25 luglio 2010 (Fuji S2pro + Nikkor 70 210); 25 aprile 2004 (Nikon Coolpix 995)

Rapporti ambientali – il Castello di Francavilla si trova lungo versante meridionale della valle dell’Alcantara, collina a 463 m. s.l.m. (F.° 262 IV S.E.)

Descrizione storica – Le origini di Francavilla , abitato e castello, rimangono incerte. Si sconosce la data di fondazione. Le indagini archeologiche riconoscono una frequentazione dei luoghi a partire dal V a.C. Durante l’epoca bizantina e, forse, già dall’alto medioevo è possibile ritenere che la zona fosse frequentata da religiosi secondo la testimonianza offerta dai ruderi del monastero del San Salvatore della Placa, che trova posto a meno di due chilometri ad ovest di Francavilla su di uno sperone di roccia calcarea. Il complesso monastico fu anche rifondazione promossa dal Conte Ruggero, così come narra il diploma di fondazione, databile all’ultimo ventennio dell’XI sec. d.C. Il documento accenna alla preesistenza di edifici più antichi, altomedievali, presumibilmente bizantini, rovinati, in parte o del tutto, probabilmente a causa del lungo abbandono durante la dominazione musulmana 1)V. Amico 1855/56, pp. 471-472 . Nei secoli centrali del medioevo, castello e abitato di Francavilla condividono il destino della vicina Castiglione. Nella seconda metà del XIII sec. il “castrum” risulta infeudato ai Ruffo 2)Castelli medievali di Scilia 2000, pag. 233 e nel 1283 a Ruggero di Lauria, che ne perderà il possesso nel 1297, pur riconquistando il feudo alle truppe regie esattamente l’anno successivo 3)Cordaro Clarenza 1848, pp. 15-16. Nel 1338 terra e castello di Francavilla risultano in possesso del marchese di Randazzo, l’infante Giovanni 4)Cordaro Clarenza 1848, pag. 21 e alcuni anni dopo, nel 1349, il feudo viene occupato militarmente dalla famiglia Palizzi 5)Cordaro Clarenza 1848, pag. 22 . Il fenomeno è noto e colpisce anche Castiglione, con il progressivo indebolirsi della Corona, molti castelli e feudi finiscono progressivamente nelle mire di famiglie nobili, molte delle quali prive di scrupoli e pronte a tutto pur di accaparrarsi un feudo. Ancora nel 1357 è una famiglia messinese a subentrare ai Palizzi, i Mangiavacca 6)Cordaro Clarenza 1848, pp. 25-28. Finalmente nel 1361 terra e feudo entrano o rientrano all’interno della camera reginale , una “dote” assegnata alla consorte del Re di Sicilia. Dalla “camera reginale” 7)Cordaro Clarenza 1848, pag. 29 a terra demaniale il passaggio è breve e tale risulta lo status del feudo nel 1376. Nel 1398 Francavilla è inserita ufficialmente all’interno delle terre demaniali secondo l’elenco redatto nel Parlamento del Regno riunitosi a Siracusa 8)Cordaro Clarenza 1848, pag. 30. In realtà, proprio in quel periodo, il castello viene occupato con forza dai due nobili: Calcerando di Villanova e Giovanni Villadicane. Nel 1408 terra e castello rientrano all’interno della “camera reginale” 9)V. Amico 1855/56, pag. 471 e nel 1415 giungono ordini dalla corona affinché si smilitarizzi la fortezza, riducendola a “casa plana” 10)R. Starrabba 1887, pag. 245 . Privo di rilevanza militare, il territorio viene infeudato a Nicola Montaperto e Bartolomeo Romano nel 1508 11)zotpressInText item=”C8VW3JNG” pages=”32″ e ceduto, nel 1538, al visconte Antonio Balsamo 12)Cordaro Clarenza 1848, pag. 32 . Nonostante numerose richieste da parte dei cittadini affinchè Francavilla passasse al demanio, si ricordino le cause del 1509, del 1607 e del 1632 13)V. Amico 1855/56, pag. 471, nel 1674 il feudo giunge nelle mani di Carlo Ruffo, anch’egli nominato visconte grazie ad un privilegio di Carlo II. Nei secoli XVI e XVII la corona siciliana non mostra alcun interesse nel riacquisire la terra di Francavilla all’interno del demanio, al contrario, si rivela una decisa facilità a cedere il feudo in cambio di congrue somme di denaro. E’ quello che avviene nel 1679. Anche in questo caso Carlo II nomina visconte di Francavilla Domenico Oneto, già duca di Sperlinga, in cambio dell’ingente cifra di 2000 scudi 14)V. Amico 1855/56, pag. 471 . Non sembra che gli abitanti riescano a riscattare il territorio nei decenni successivi, Francavilla figura feudo ancora alla fine del XVIII sec. Sulle condizioni del castello dopo la smilitarizzazione avvenuta agli inizi del XVI sec. vi è la preziosa testimonianza di V. Amico, che, intorno alla seconda metà del XVIII sec., ricorda la fortezza “quasi intera” e “inutile” 15)V. Amico 1855/56, pag. 469 . Evidentemente il decadimento strutturale dell’edificio deve aver avuto inizio a partire dal XIX sec. ed è probabile che il terremoto del 1908 abbia causato ingenti danni ad un edificio già fatiscente.

Fotografie – 25 aprile 2004 [nggallery id=17]

Descrizione architettonica e topografica – Il Castello di Francavilla è costituito da uno stretto corpo di fabbrica, perfettamente adattato alle asperità del colle. Dell’intero impianto rimangono resti alquanto miseri, sebbene V. Amico racconti che ancora nel XVIII secolo il castello si preservava pressoché intatto, per quanto “inutile”. Il lato rivolto alla valle dell’Alcantara presenta, al centro, i resti di un’imponente struttura con muratura a scarpa, sulla quale è stata edificata una torre, svolgente, con buona probabilità, le funzioni di mastio. In corrispondenza dell’accesso meridionale sopravvivono i poveri resti di un’altra torre. Ulteriori organi di controllo delle vie di accesso dovevano essere due avamposti, edificati, a nord e a sud del colle, a breve distanza dal mastio e collegati ad esso da basse mura.

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

S. Arcidiacono, F. Privitera (1998), Guida alla valle dell’Alcantara, Catania 1998.

V. Cordaro Clarenza (1848), Notizie per Francavilla, Catania 1848.

F. De Roberto (1909), Randazzo e la valle dell’Alcantara, Bergamo 1909.

E. Mazzarese Fardella (1983), Il Tabulario Belmonte, Palermo 1983.

R.Starrabba (1887), Lettere e documenti relativi al Vicariato della Regina Bianca in Sicilia (1411-1412), Palermo 1887.

C. Terranova (1993), I castelli dell’Etna, in “Etna, il vulcano e l’uomo”. Catania 1993, pp. 244-267.

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References   [ + ]

1. V. Amico 1855/56, pp. 471-472
2. Castelli medievali di Scilia 2000, pag. 233
3. Cordaro Clarenza 1848, pp. 15-16
4. Cordaro Clarenza 1848, pag. 21
5. Cordaro Clarenza 1848, pag. 22
6. Cordaro Clarenza 1848, pp. 25-28
7. Cordaro Clarenza 1848, pag. 29
8. Cordaro Clarenza 1848, pag. 30
9. V. Amico 1855/56, pag. 471
10. R. Starrabba 1887, pag. 245
11. zotpressInText item=”C8VW3JNG” pages=”32″
12. Cordaro Clarenza 1848, pag. 32
13. V. Amico 1855/56, pag. 471
14. V. Amico 1855/56, pag. 471
15. V. Amico 1855/56, pag. 469
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