Castello di Galati Mamertino

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Castello di Galati Mamertino

Rapporti ambientali – Centro urbano, sommità del borgo vecchio (252 II S.O. Galati Mamertino).

Descrizione storica – Galati, nel 1081, è compresa nella diocesi di Troina 1)Pirri 1733, pag. 495, mentre decenni dopo, nel 1150, Edrisi la descrive come “… difendevole fortilizio tra eccelse montagne, e popolato e prosperoso…” 2)Amari 1880/81, vol. I, pag. 117. Nel 1116 Galati (definita “astu”) è infeudata a Eleazar Mauvelier 3)I. Peri 1953-56, pp. 263-264, il quale nel 1123 fonda la chiesa di Sant’Anna “in castro Galati” 4)I. Peri 1953-56, pp. 263-264. Bernard de la Grange è signore di Longi e Galati nel 1276 5)Catalioto 1995, pp. 113, 177 e 294. Già nel 1291 entrambi gli abitati vengono ceduti dall’infante Federico a Riccardo Loria 6)Mazzarese Fardella 1974, pp. 46-47. Ancora la terra di Galati diventa possesso di Bartolomeo Aragona nel 1392, secondo volontà di Martino I come conseguenza della ribellione di Perrucchio e Corrado Lancia 7)Barberi ed. 1993, pp. 696-698. Nel 1402 i Lanza riottengono “terras et castra Ficarre, Galati, Pilayni et Broli” 8)Barberi ed. 1993, pp. 697. Fazello definisce, nel 1558, Galati come abitato fortificato 9)T. Fazello, vol. I, pag. 124; nel 1750, Amico ricorda la fortezza in stato di rudere 10)V. Amico 1855-56, vol. I, pp. 482-483.

Descrizione architettonica e topografica – I ruderi del castello di Galati Mamertino sorgono sulla sommità di un colle, lungo i fianchi del quale (parte meridionale) si è abbarbicato una sostanziale porzione del borgo vecchio di Galati. Solo la porzione settentrionale del colle si tuffa a strapiombo sulla vallata del torrente Fitalia, costituendo per l’antico castello un baluardo difensivo invalicabile. I resti sopraterra sono inerenti ad un circuito murario che cingeva la sommità dell’altura, impostandosi per buona parte sulla roccia calcarea che ancor oggi affiora sul piccolo pianoro. Risulta complesso ricostruire l’originaria forma del castello. In realtà, oltre le porzioni murarie che coprono il ciglio del pianoro a settentrione e oriente, per il resto si possono solo ipotizzare opere murarie simili anche per meridione e occidente. Si possono distinguere alcuni vani abitativi entro il perimetro murario, le cui pareti in parte si innestano sulla roccia calcarea. Non è possibile dare una precisa datazione dei resti murari.

Cronologia – il castello sembra esistente già nel XII secolo.

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

M. Amari (1880/81), Biblioteca arabo-sicula, 2 vol., Torino- Roma, Loescher 1880-1881.

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

G. L. Barberi (1993), Il Magnum Capibrevium dei feudi maggiori, Ragusa – Palermo 1993.

L. Catalioto (1995), Terre, baroni e città in Sicilia nell’età di Carlo I d’Angiò, Messina 1995.

V. D’Alessandro (1963), Politica e società nella Sicilia aragonese, Palermo 1963.

T. Fazello (1558), De Rebus Siculis decadae duae, Palermo 1558, trad. it. di A. De Rosalia, Storia di Sicilia, Palermo 1990.

C. Gregorio (1988), I tesori di Fiumedinisi, Messina 1988.

F. Maurici (1992), Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Sellerio, Palermo 1992.

F. Maurici (1997), Federico II e la Sicilia: i castelli dell’imperatore, G. Maimone, Catania 1997.

E. Mazzarese Fardella (1983), Il Tabulario Belmonte, Palermo 1983.

I. Peri (1952-1953), Città e campagna in Sicilia, I, Dominazione normanna vol. I, Atti della Accademia di Scienze Lettere e Arti di Palermo, XIII, parte II, IV, 1952-1953.

R. Pirri (1733), Sicilia sacra disquisitionibus et notitiis illustrata, Palermo 1733.

G. Spata (1862), Le pergamene greche esistenti nel grande archivio di Palermo, Palermo 1862.

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References   [ + ]

1. Pirri 1733, pag. 495
2. Amari 1880/81, vol. I, pag. 117
3. I. Peri 1953-56, pp. 263-264
4. I. Peri 1953-56, pp. 263-264
5. Catalioto 1995, pp. 113, 177 e 294
6. Mazzarese Fardella 1974, pp. 46-47
7. Barberi ed. 1993, pp. 696-698
8. Barberi ed. 1993, pp. 697
9. T. Fazello, vol. I, pag. 124
10. V. Amico 1855-56, vol. I, pp. 482-483
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