Castello di Giardini Naxos

×Details

il Castello di Giardini Naxos

Sessioni fotografiche – 2004/2005 (Nikon Coolpix 995)

Rapporti ambientali – il Castello di Giardini Naxos sorge non lontano dal porto turistico, fortunatamente isolata, sebbene all’interno di un contesto ambientale del tutto degradato, causa pesante cementificazione della vicina costa.

Castello di Giardini Naxos (foto 2003 Giuseppe Tropea)

Castello di Giardini Naxos

Castello di Giardini Naxos (foto 2003 Giuseppe Tropea)

Descrizione storica – Non esistono fonti storiche che attestano la presenza di una struttura fortificata presso Naxos/Capo Schisò durante i secoli del medioevo. Si propende comunque a datare l’attuale complesso fortificato alla tarda età medievale, poiché esso viene ricordato come già esistente da fonti storiche degli inizi del XVI sec. Nel 1557 Filoteo degli Omodei cita un ” ridotto con un castelletto, ovvero torre detta Schisò, di casa Tremarci, dove si potrebbero ridurre alcuni legni (imbarcazioni) sottili…” 1)Filoteo degli Omodei 1557, p. 42. Trent’anni dopo (1578), Spannocchi parla del “… castello dj Schisò lontano da S.to Lio qualche duj miglia, ilò quale è di Don Cesare Statella gentilhuomo Catanese, dove dicano anticamente, essersi fatto guardia, però al presente non si fa guardia se non tanto quando pare al padrone del luoco per guardia dell’arbitrio di Cannamele che vi si fa…”. Alla descrizione lo Spannocchi allega un disegno, giunto ai giorni nostri 2)T. Spannocchi ed. 1993, cap. VII, 26. Sei anni dopo (1584) Camilliani parla di “un tappeto molto accomodato con una torre… Non ha piazza comoda, nè tanto spatiosa, che ci si possa adattare sopra pezzi, come sariano pezzi sagri… ma per smerigli è commodissima, er per la difesa del detto luogo tengono un paro di smerigli a basso… Alla detta torre non si tiene guardia di rispondenza dè segnali, nè si sa che per il passato si sia tenuta, e solamente per la sicurezza del trapito, che quivi s’essercita” . 3)C. Camilliani ed. 1993, pp. 446 e 539. Anche il Camilliani riproduce il piccolo complesso fortificato per mezzo di un acquerello, nel quale si osserva alzato e pianta del pianterreno e del primo piano. Il disegno restituisce una conformazione non molto lontana rispetto a quanto oggi è ancora visibile, sebbene nel 1584 la torre fosse visibile per tutta la sua interezza e il forte si estendesse maggiormente confidando in strutture ausiliarie. Nel 1714 il Castellalfero lascia ai posteri una breve descrizione del castelletto, giudicato come “… una torre con mura all’intorno assai basse e di nuova costruzione, però di poco servizio, e danno il nome al castello di Schisò…” 4)Castellalfero 1713, pag.128. Un elenco ufficiale del 1782 mostra la torre come “a conto di Sua Maestà” e una carta del 1825 cita il toponimo ” forte di Schisò”. Nel 1985 l’edificio risulta in stato di degrado e abbandono 5)Mazzarella Zanca 1985, pp. 303-306.

Descrizione architettonica e topografica – L’edificio fortificato consiste in una torre, attualmente inglobata all’interno di un grande edificio residenziale abbandonato, le cui fattezze ottocentesche potrebbero inglobare un’antica fortezza, della quale la citata torre parrebbe, ormai, l’unico elemento in vista. L’edificio turrito possiede forma quadrata di otto metri per lato, cantonali rinforzati da conci squadrati, muratura composta in media da pietrame vario non squadrato legato da malta. Si consideri, comunque, che un vecchio intonaco ricopre buona parte della tessitura muraria, rendendo in tal maniera impossibile un esame completo della tecnica edilizia. Inoltre l’edificio si presenta coronato da beccatelli sagomati in basalto, la cui esistenza su tutti e quattro i lati potrebbe indicare l’originaria presenza di un camminamento impostato su assi lignei. Lungo i lati rivolti a nord-est e sud-ovest la torre possiede due finestre, che per posizione e stile parrebbero non facenti parte dell’impianto originario. Entrambe le aperture hanno una cornice in pietra lavica, nella parte alta impreziosita da semplice sagomatura. Le finestre della torre Schisò sono, per fattezze, simili al piccolo ingresso della torre della Vignazza, esistente non lontano dagli scavi dell’antica Naxos, nei pressi di contrada Recanati. Anche in questo caso l’ingresso, nella sua porzione alta, è impreziosito da una semplice sagomatura ricavata dalla pietra lavica.

Cronologia – Incerta, possibile datazione all’XII d.C. (?)

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

H. Bresc (1986), Un monde méditerranéen. Economie et société en Sicile 1300-1450, Roma- Palermo, 1986.

C. Camilliani, Descrizione dell’Isola di Sicilia, Biblioteca Storica e Letteraria di Sicilia, vol. XXV, serie II, 1877.

Castellalfero e altri, Sicilia 1713 relazioni per Vittorio Amedeo di Savoia, Fondazione Culturale Lauro Chiazzese della Sicilcassa, 1994

L. Catalioto (1995), Terre, baroni e città in Sicilia nell’età di Carlo I d’Angiò, Messina 1995.

V. D’Alessandro (1963), Politica e società nella Sicilia aragonese, Palermo 1963.

T. Fazello (1558), De Rebus Siculis decadae duae, Palermo 1558, trad. it. di A. De Rosalia, Storia di Sicilia, Palermo 1990.

Filoteo degli Omodei (1557), Descrizione della Sicilia, Biblioteca storica e letteraria di Sicilia, 1974 rist. an., manoscritto del 1557.

F. Maurici (1992), Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Sellerio, Palermo 1992.

S. Mazzarella, R. Zanca(1984), Il libro delle torri. Le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI-XX, Sellerio, Palermo 1984.

I. Peri (1952-1953), Città e campagna in Sicilia, I, Dominazione normanna vol. I, Atti della Accademia di Scienze Lettere e Arti di Palermo, XIII, parte II, IV, 1952-1953.

R. Pirri (1733), Sicilia sacra disquisitionibus et notitiis illustrata, Palermo 1733.

T. Spannocchi (1993), Marine del Regno di Sicilia a cura di Rosario Trovato, Ordine degli architetti della provincia di Catania, Catania 1993.

Licenza Creative Commons
I testi sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported. Fotografie: Tutti i diritti riservati

References   [ + ]

1. Filoteo degli Omodei 1557, p. 42
2. T. Spannocchi ed. 1993, cap. VII, 26
3. C. Camilliani ed. 1993, pp. 446 e 539
4. Castellalfero 1713, pag.128
5. Mazzarella Zanca 1985, pp. 303-306
+Gallery
  • Castello di Giardini Naxos
+Related
+Meta