Castello di Maletto

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Sessioni fotografiche – 2004/2005 (Nikon Coolpix 995)

Rapporti ambientali – Versante nord-occidentale dell’Etna, collina a m. s.l.m.

Castello di Maletto

Castello di Maletto

Descrizione storica – L’abitato di Maletto lega le sue origini alla fondazione, per opera di Manfredi di Maletto (o Maletta) conte di Mineo, avvenuta nel 1263 1)Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 168. Fin dal principio il nucleo centrale del borgo assume la conformazione di una “terra”, salvaguardata e protetta dalla presenza di un castello, sorto su di un’alta rupe, che sovrasta ancora oggi l’abitato. Nel 1299 il forte viene ceduto a Roberto d’Angiò e successivamente confiscato da Federico III d’Aragona 2)Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 168. L’intero feudo di Maletto passa, nel 1344, sotto il possesso diretto del notaio Francesco Omodeo 3)Barberi ed. 1993, vol. III, pag. 226 . Nel 1386 risulta venduto, a sua volta, alla famiglia Spatafora 4)Barberi ed. 1993, vol. III, pag. 226, che ne manterrà il possesso almeno fino al 1502, data in cui Giovanni Michele Spatafora ottiene un permesso dal vescovo di Messina, al fine di edificare la prima chiesa dell’abitato, dedicandola a S. Michele, nei pressi del palazzo baronale, che egli medesimo sta costruendo 5)Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 168. Nel 1510 Giovanni Michele riceve l’investitura del feudo 6)De Spucches 1924-1941, vol. IV, pag. 362.

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Descrizione architettonica e topografica – il castello di Maletto sorge su di un’alta rupe di roccia arenaria. La parte più antica dell’edificio occupa, per quanto è possibile osservare, esclusivamente la sommità della rocca. All’epoca della fondazione, nel 1263, è probabile che interessasse maggiormente la solidità dell’impianto generale dell’edificio, piuttosto che l’ampiezza. Si distinguono, infatti, appena tre vani, dei quali quello settentrionale sembra richiamare le antiche forme di una torre quadrangolare. La muratura è caratterizzata da pietrame lavico non squadrato e legato insieme da malta di buona qualità, il tutto inzeppato con frammenti di laterizi. In direzione nord ed est vi sono resti murari con evidente scarpatura, che presentano una manifattura simile alla precedente e ricoprono la pareti settentrionali del castello, comprendendo l’area dell’ambiente centrale e della torre quadrangolare. All’edificio si accede dal versante sud-orientale della rocca, attraverso un cancello di ferro, posto presso la chiesa di Sant’Antonio da Padova. Varcato l’ingresso si prosegue salendo su dei gradini intagliati nella roccia. Lungo la scalinata è possibile osservare altri resti murari irregolari, edificati con una tecnica di gran lunga più scadente rispetto alle mura della fortezza.

Cronologia – l’anno di fondazione della “terra” di Maletto risale al 1263. L’insediamento è tutt’ora esistente, mentre del castello rimangono solo ruderi.

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

G. L. Barberi (1993), Il Magnum Capibrevium dei feudi maggiori, Ragusa – Palermo 1993.

S. Nibali, G.M. Luca (1983), Maletto, memorie storiche, Catania 1983.

F. San Martino de Spucches (1924-1941), La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari di Sicilia dalla loro origine ai nostri giorni, 10 vol., Palermo 1924-1941.

C. Terranova (1993), I castelli dell’Etna, in “Etna, il vulcano e l’uomo”. Catania 1993, pp. 244-267.

D. Ventura (1991), Randazzo e il suo territorio tra medioevo e prima età moderna, Roma 1991.

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References   [ + ]

1. Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 168
2. Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 168
3. Barberi ed. 1993, vol. III, pag. 226
4. Barberi ed. 1993, vol. III, pag. 226
5. Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 168
6. De Spucches 1924-1941, vol. IV, pag. 362
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