Castello di Mongialino presso Mineo

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Incastellamento normanno nella Sicilia medievale: il Castello di Mongialino presso Mineo

Rapporti ambientali – Collina a 487 m. s.l.m. (269 III S.O. Monte Crunici)

Sessioni fotografiche – 2003/2004 (Nikon Coolpix 995 + WC-E63 Wideangle)

dscn2129Descrizione storica – Il colle, presso la sommità del quale sorge il castello, restituisce tracce di frequentazione risalenti all’età del bronzo (XII/XI sec. a.C.) 1)Tomarchio 1987, pag. 3. Intorno al 1150 d.C. Edrisi menziona il casale “Malga al-Khalil”, il rifugio di Khalil 2)M. Amari 1880-1, vol. I, pag. 103. Nel 1199 Bartolomeo de Lucy dona alla figlia Margherita Mineo e probabilmente anche il casale di Mongialino 3)Tomarchio 1987, pag. 6. Agli inizi dell’anno successivo la stessa Margherita rinuncia ai possessi donatele dal padre e Mongialino giunge nelle mani di un tale Manfredi signore di Mazzarino 4)Tomarchio 1987, pag. 6. Nel 1287 l’insediamento torna alla corona 5)Tomarchio 1987, pag. 6 e nel 1320 è feudo di Blasco Lancia 6)V. Amico 1855-56, vol. II, pag. 156. Michele da Piazza ricorda Mongialino in qualità di “castrum” (1354 d.C.) 7)Michele da Piazza ed. 1980. Nel 1355 castello e casale di Mongialino, feudo di Corrado Lanza, vengono occupati da Manfredi Chiaramonte conte di Modica 8)V. Amico 1855-56, vol. II, pag. 156. Il castrum, restituito alla famiglia Lanza, viene venduto ad Artale Alagona nel 1386 9)H. Bresc 1986, pag. 82. Tuttavia, alcuni anni dopo, Re Martino ordina la confisca dei beni, spogliando Maria Alagona, erede di Artale, di Mineo e del castello di Mongialino, che giungono in breve tempo nelle mani di Guglielmo Raimondo Moncada. Nel 1397, gli Statella, nobile famiglia catanese, risultano investiti del castrum e casale di Mongialino, detenendone il possesso fino all’abolizione del feudalesimo 10)V. Amico 1855-56, vol. II, pag. 156, nonostante I Cruyllas/Alagona diano il via, nel 1410, ad una causa finalizzata al recupero dei beni di Artale Alagona 11)Tomarchio 1987, pag. 8. Nel 1558 Fazello 12)T. Fazello I, X, I, p. 474 ricorda il castello, che nel 1757 l’abate Vito Amico definisce quasi integro, ricordando il tentativo di ridare vita all’insediamento durante il XVII secolo 13)V. Amico 1855-56, vol. II, pag. 156.

dscn2152Descrizione architettonica e topografica – Il castello di Mongialino presso Mineo sorge su un colle roccioso sul limitare del vallone del torrente Pietralunga, affluente del fiume dei Monaci e del fiume Gornalunga. La fortezza si compone di un singolare dongione o mastio circolare e di una cinta muraria poligonale, presso la quale si conservano ancora parte delle merlature. Vito Amico afferma di distinguere, nel XVIII secolo, la presenza di una porta d’ingresso con corrispondente ponte levatoio, dei quali oggi non rimane più traccia. Il torrione circolare possedeva un diametro complessivo di 21 metri, uno spessore murario esterno di circa 2,10 m. e un diametro del nucleo interno di circa m. 8,35. L’ambiente anulare interno del pian terreno presenta una larghezza di m. 4,12 ed è ancora in parte coperto da volte a botte, edificate per mezzo di conci ben squadrati e rinforzi di archi radianti impostati sulla muratura. V. Amico ricorda quattro elevazioni e in epoca contemporanea si conservano solo parzialmente il piano terreno e pochi ruderi del primo piano, del quale si intuisce una copertura medesima a quella del piano inferiore. Studi recenti ritengono, comunque, che non esistessero ulteriori piani e che le quattro elevazioni fossero semplicemente il risultato della divisione dei due piani per mezzo di solai lignei. Confermano l’esistenza di solai mensole superstiti aggettanti a circa metà altezza dell’ambiente anulare del pian terreno. Su queste mensole probabilmente poggiava il primo solaio ligneo. Simile dscn4338configurazione si immagina anche per il primo piano. Il nucleo centrale del cilindrico presenta, singolarmente, al suo interno una cisterna, che raccoglieva le acque piovane convogliate dalla copertura, la quale, secondo quanto scrive Amico, era rivestita da lamine di piombo. Esiste una seconda cisterna sotto il cortile cintato. Purtroppo l’equilibrio statico dell’edificio è quasi del tutto compromesso. Sarebbero urgenti e necessari alcuni interventi per consolidare quanto rimane di questa splendida quanto rara struttura fortificata.

Cronologia – XIII secolo d.C.

Bibliografia –

V. Amico, Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 vol., Palermo 1855-1856.

H. Bresc (1986), Un monde méditerranéen. Economie et société en Sicile 1300-1450, Roma- Palermo, 1986.

T. Fazello (1832), Storia di Sicilia, Deche Due, tradotte in lingua toscana da Remigio Fiorentino, VII tomi, Palermo 1832.

Michele da Piazza (1980), Cronaca (1336-1361), a cura di A. Giuffrida, 1980.

G. Tomarchio, La fortezza di Mongialino, 1 vol., Caltagirone 1987.

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References   [ + ]

1. Tomarchio 1987, pag. 3
2. M. Amari 1880-1, vol. I, pag. 103
3. Tomarchio 1987, pag. 6
4. Tomarchio 1987, pag. 6
5. Tomarchio 1987, pag. 6
6. V. Amico 1855-56, vol. II, pag. 156
7. Michele da Piazza ed. 1980
8. V. Amico 1855-56, vol. II, pag. 156
9. H. Bresc 1986, pag. 82
10. V. Amico 1855-56, vol. II, pag. 156
11. Tomarchio 1987, pag. 8
12. T. Fazello I, X, I, p. 474
13. V. Amico 1855-56, vol. II, pag. 156
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