Castello di Montalbano Elicona

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Incastellamento normanno nella Sicilia medievale: il Castello di Montalbano Elicona

Federico II e i luoghi del potere: il castello di Montalbano

Sessioni fotografiche – 2002/2003 (Nikon Coolpix 995); 2010 (Nikon D200 + Sigma 15 35 F3.5 e Nikkor 70 210 F4)

Rapporti ambientali – Centro urbano. Il castello sorge sulla sommità di un colle, che domina il sottostante abitato, tra Nebrodi e Peloritani.

dsc_8881_2_3_tonemappedDescrizione storica – Si ritiene che il nucleo del castello di Montalbano Elicona risalga al XII secolo d.C., successivamente ricostruito o estesamente ristrutturato ed ampliato tra XIII e XIV secolo d.C., secolo in cui la fortezza sembrerebbe sia stata riedificata per volontà di Federico III d’Aragona (1296-1337) 1)Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 250. Ad epoca normanna risalgono solo attestazioni documentarie relative all’abitato in generale. Nel 1130/1140 si ricorda la diacratesis di Montalbano 2)S. Cusa 1868-1882, pag. 533. Edrisi, nel 1150 d.C., accenna a Montalbano in qualità di Qal’a: “…La rocca di Montalbano, posta in mezzo ad alte montagne, è aspra assai a salirvi ed a scenderne. Non ha pari (per l’abbondanza) del bestiame, del miele e d’ogni altro (prodotto agrario)…” 3)M. Amari 1880-1881, vol. I, pag. 117. L’abitato si ribella a Federico II nel 1232 e subisce la dura repressione voluta dall’imperatore. A questo periodo potrebbe datarsi una prima ricostruzione ed ampliamento dell’originario castello normanno. Durante il breve regno di Manfredi, Montalbano appartiene a Bonifacio Lancia 4)de Spucches 1924-1941, V, pag. 166. La cisterna interna della fortezza reca un’epigrafe con la data del 1270 d.C.

castello di Montalbano Elicona

5)Terranova 1991, pag. 45. Lungo tutto il XIV secolo si ricorda paese e fortezza in qualità di “castrum” o “terra e castrum”. Particolarmente importanti risultano gli interventi voluti nel 1337 da Federico III, che spesso è solito soggiornarvi 6)V. Amico 1855-1856, II, pag. 158 7)de Spucches 1924-1941, vol. V, pag. 166. Nel 1358 si registra, all’interno del castello, la presenza di un edificio sacro dedicato alla SS. Trinità 8)G. Cosentino 1886, pag. 499, doc. DCCIL. Alla fine del XIV secolo “terra e castrum”, tramite confisca, da Artale Alagona giungono nelle mani di Berengario de Cruilles, secondo il volere di Re Martino I 9)de Spucches 1924-1941, V, pag. 167. Ai Cruilles succede, nel 1408, Tommaso Romano 10)de Spucches 1924-1941, V, pag. 167, il cui omonimo erede nel 1463 perde il possesso dell’abitato e della fortezza per un’accusa di omicidio. Il Romano vedrà reintegrati tutti i possedimenti secondo volere della regia corte, previo pagamento di una multa pari a onze 400 11)de Spucches 1924-1941, V, pag. 168-170. Nel 1623 Giacomo Bonanno Colonna è attestato primo duca di Montalbano 12)de Spucches 1924-1941, V, pag. 166, la cui famiglia deterrà il castello fino ai primi anni del XIX secolo. Nel 1805 l’ultimo duca, Giuseppe Bonanno Branciforti, cede, causa debiti, l’intero maniero ai Gesuiti, i quali lo modificano secondo le loro esigenze 13)Ganci Battaglia, Vaccaro 1968, pag. 220. Il castello è sede del comune di Montalbano agli inizi del XX secolo.

dsc_8878_79_80_tonemappedDescrizione architettonica e topografica – La fortezza sorge su un poggio che sovrasta e domina la parte più antica dell’abitato. Il castello svolge l’importante funzione di controllare i passi che dai Nebrodi conducono ai Peloritani e viceversa, in direzione di Tripi, Novara di Sicilia e Roccella Valdemone. L’imponente maniero si articola in due corpi di fabbrica: a nord-ovest trova luogo un corpo di fabbrica che parrebbe facente parte del nucleo più antico, risalente forse di epoca normanna. Si tratta di un ridotto fortificato, un mastio, a pianta rettangolare, protetto lungo i lati corti da due imponenti torri, a pianta quadrata quella meridionale, a pianta pentagonale quella settentrionale. Il mastio, oggi per metà diroccato e ricoperto da vegetazione spontanea, possiede due accessi: uno ad ovest, che immette direttamente sulla bassa corte, l’altro ad est, caratterizzato da un arco a sesto acuto. Il secondo corpo di fabbrica, posto a sud/est ed ad una quota più in bassa rispetto al mastio, è rappresentato da un recinto, che, nella forma geometrica di un quadrangolo, si adatta al resto dello spazio offerto dalla rupe. Si possono qui cogliere similitudini con il castello di Calatabiano, presso il quale ad un nucleo originario di epoca probabilmente normanna, fece seguito un successivo ampliamento, rivolto ad occupare il resto dello spazio presente sull’altura. Nel recinto quadrangolare di Montalbano si distingue un primo ordine composto da una serie di grandi feritoie o saettiere alte più di due metri e larghe sette o otto cm. realizzate in pietra d’intaglio; un secondo ordine formato da 18 finestre e due portali. Complessivamente la muratura si compone di blocchi di arenaria di varie dimensioni, pietrame non squadrato, laterizi, il tutto legato da malta di buona qualità. Al solito i cantonali e le aperture sono rinforzati con blocchi ben squadrati. All’interno del secondo nucleo si distinguono tre settori principali, comunque rimaneggiati durante l’occupazione dei Gesuiti nel XIX secolo. Al centro della porzione meridionale del secondo corpo di fabbrica del castello si appoggia, alla parete interna, una cappella (palatina) a pianta quadrata e cupola ottagona.

Cronologia – XII/XIII sec. d.C. (?).

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

M. Amari (1880-1881), Biblioteca arabo-sicula, 2 vol., Torino- Roma, Loescher 1880-1881.

G. Cosentino (1886), Codice Diplomatico di Federico III d’Aragona, re di Sicilia (1355-1377), Palermo 1886.

S. Cusa (1868-1882), I diplomi greci ed arabi di Sicilia pubblicati nel testo originale, tradotti ed illustrati da Salvatore Cusa, Palermo 1868-1882.

G. Ganci Battaglia, G. Vaccaro (1968), Aquile sulle rocce (castelli di Sicilia), Palermo 1968.

R. Gregorio (1791/1792), Biblioteca scriptorum qui res in Sicilia gestas sub Imperio Aragonum rettulere, 2 vol., Palermo 1791/1792.

G. Lanza Tommasi (1968), Castelli e monasteri siciliani, Sellerio, Palermo 1968.

Lisi Raccuglia (1889), Montalbano, Ragusa 1889.

F. Maurici (1992), Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Sellerio, Palermo 1992.

F. Maurici (1997), Federico II e la Sicilia: i castelli dell’imperatore, G. Maimone, Catania 1997.

I. Peri, Città e campana in Sicilia, I, Dominazione normanna vol. I, Atti della Accademia di Scienze Lettere e Arti di Palermo, XIII, parte II, IV, 1952-1953.

F. San Martino de Spucches (1924-1941), La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari di Sicilia dalla loro origine ai nostri giorni, 10 vol., Palermo 1924-1941.

C. Terranova (1991), I Castelli Peloritani del versante tirrenico, Milazzo 1991.

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References   [ + ]

1. Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 250
2. S. Cusa 1868-1882, pag. 533
3. M. Amari 1880-1881, vol. I, pag. 117
4. de Spucches 1924-1941, V, pag. 166
5. Terranova 1991, pag. 45
6. V. Amico 1855-1856, II, pag. 158
7. de Spucches 1924-1941, vol. V, pag. 166
8. G. Cosentino 1886, pag. 499, doc. DCCIL
9. de Spucches 1924-1941, V, pag. 167
10. de Spucches 1924-1941, V, pag. 167
11. de Spucches 1924-1941, V, pag. 168-170
12. de Spucches 1924-1941, V, pag. 166
13. Ganci Battaglia, Vaccaro 1968, pag. 220
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