Castello di Motta Camastra

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Castello di Motta Camastra

Sessioni fotografiche – 27 dicembre 2012 (Nikon D1X + Nikon Nikkor 70 300 F4/5.6 G)

Rapporti ambientali – Versante settentrionale dellaValle dell’Alcantara, collina, 453 m. s.l.m. (Castiglione di Sicilia F.° 262 IV S.E.) – foto 2012 Giuseppe Tropea)

Castello di Motta Camastra

Castello di Motta Camastra (foto 2012 Giuseppe Tropea)

Descrizione storica – Secondo una tradizione locale la storia dell’abitato sembra trarre origine da un insediamento punico presente nella zona tra l’XI ed il IX secolo a.C. La tradizione viene suffragata da una delle ipotesi legate all’etimologia del toponimo: nel linguaggio fenicio “Mot” o “Motua” significa luogo presso cui rifugiarsi e “Kamastart” indica una divinità fenicia (Astarte). Non vi sono rinvenimenti archeologici in grado di confermare questa ipotesi. In seguito si è pensato che il termine “Motta” sia stato introdotto dai Romani, al fine di indicare un luogo roccioso, elevato, facilmente difendibile. In realtà si propende per una introduzione del termine in Sicilia intorno al XIV secolo d.C., durante la dominazione angioina ed aragonese, facendo riferimento alla parola “Motte”, che in francese indica “fortificazione su di un poggio”. E’ accertata la presenza di un nucleo abitativo a partire dal XII secolo d.C. 1)H. Bresc 1975, pp. 428-432, probabilmente sorto intorno alla chiesetta della Madonna dell’Annunziata aperta al culto nel 1161 d.C. Nei registri della cancelleria angioina nel 1272 l’abitato è ricordato col nome di “Crimastre” 2)I Registri della Cancelleria Angioina, VI, p. 209. Successivamente, nel XIII secolo, il casale risulta di appartenenza di Ruggero Loria 3)D’Alessandro 1963, pag. 40, finchè nel 1357, periodo in cui è attestata la presenza di una fortezza nell’insediamento, i Lancia, illustre famiglia di Messina, ne ottengono il controllo, ricordandola nei documenti con il toponimo di “Mocta Sancti Michaelis” 4)H. Bresc 1975, pp. 428-432. Nel 1558 Fazello ricorda il castello di Motta Camastra in qualità di “piccolo castello” 5)Fazello ed. 1817, I, pag. 550 e nel 1750 la fortezza è indicata ancora esistente, edificata sulla vetta di una rupe scoscesa da ogni parte 6)V. Amico 1855-56, vol. II, pag. 177.

Descrizione architettonica e topografica – Il borgo sorge su di una collina a circa 453 m. s.l.m., lungo la sponda settentrionale del fiume Alcantara. Lo sovrasta la sommità del monte Selmo (quota 717 m. s.l.m.), sul cui belvedere si gode una vista magnifica. I riferimenti visivi legano Motta Camastra in direzione ovest al castello di Francavilla e, in profondità, al monastero – fortezza di S. Salvatore della Placa. Volgendo lo sguardo a sud-ovest si riconosce l’abitato di Castiglione con la sua imprendibile fortezza, mentre verso est l’occhio può seguire il corso dell’Alcantara, finché non si getta in mare. Proprio in quel punto, leggermente spostata verso meridione, è possibile distinguere il castello di Calatabiano. Due sono gli antichi nuclei che si possono distinguere all’interno dell’abitato: uno gravita intorno alla chiesetta della Madonna dell’Annunziata, edificata intorno alla metà del XII secolo; l’altro, vicino al primo, è disposto intorno ai resti del castello, che giace ormai completamente inglobato in strutture più recenti, distinguendosi di esso solo un ingresso ad arco, con chiave in pietra lavica, e un breve tratto di paramento murario con andamento curvilineo. Attualmente non esistono dati archeologici che possano retrodatare l’insediamento di Motta Camastra prima del periodo normanno. Soprattutto non esistono attestazioni riguardo alla possibile presenza di un fortilizio o di una fortezza prima del castello feudale, la cui esistenza è ufficialmente attestata a partire dal XIV secolo. Nonostante ciò è bene riflettere sulla posizione geografica estremamente favorevole del sito, sia per quanto riguarda la facilità di apprestare efficaci difese, sia riguardo ai riferimenti visivi; caratteristiche che invitano qualsiasi studioso a ritenere l’origine dell’abitato più antica rispetto a quanto ricordano i documenti superstiti.

Cronologia – presumibilmente l’insediamento è da ascriversi al XII secolo d.C., secondo attestazioni docmentarie

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

H. Bresc (1975), Motta, Sala, Pietra: un incastellamento trecentesco in Sicilia, in Archeologia Medievale II 1975, pp. 428-432.

V. D’Alessandro (1963), Politica e società nella Sicilia aragonese, Palermo 1963.

Fazello (1558), De Rebus Siculis decadae duae, Palermo 1558, trad. it. di A. De Rosalia, Storia di Sicilia, Palermo 1990.

C.Grassi (1905), Memorie storiche di Motta Camastra e della Valle dell’Alcantara, Catania 1905.

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References   [ + ]

1. H. Bresc 1975, pp. 428-432
2. I Registri della Cancelleria Angioina, VI, p. 209
3. D’Alessandro 1963, pag. 40
4. H. Bresc 1975, pp. 428-432
5. Fazello ed. 1817, I, pag. 550
6. V. Amico 1855-56, vol. II, pag. 177
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