Castello di Roccella Valdemone

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Incastellamento normanno nella Sicilia medievale: il Castello di Roccella Valdemone

Sessioni fotografiche – 18 luglio 2012  (Nikon D1X + Nikkor 70 210 F4)

Rapporti ambientali – Il Castello di Roccella Valdemone sorgeva lungo il versante settentrionale della valle dell’Alcantara, collina a 763 m. s.l.m.(Roccella Valdemone F.° 262 IV N.O.)

dsc_0841Descrizione storica – Le notizie storiche riguardanti l’abitato risalgono agli inizi del XII secolo, periodo durante il quale è attestata la presenza di un monastero dedicato a S. Nicola di Pellera 1)C. Filangeri 1979, pag. 103, sottoposto all’archimandrato di Messina nel 1131 d.C. Sotto il dominio angioino, nel 1277 d.C., è citata come località con 180 fuochi 2)H. Bresc 1986, pag. 62. Cinque anni dopo, all’inizio del Vespro, Roccella mette a disposizione di Re Pietro 10 arcieri 3)H. Bresc 1986, pag. 62. Nel 1299 il borgo rientra nella sfera di ininfluenza di Ruggero di Lauria 4)T. Fazello II, p. 554. Proprietari del feudo sono, agli inizi del XIV secolo, gli Spadafora 5)D’Alessandro 1963, pag. 47. Nel 1358 Michele da Piazza ricorda Roccella Valdemone con il nome di “Castrum Aurichelle”. Fazello racconta che l’abitato nel 1540, sotto il governo del viceré Ferdinando Gonzaga, è sottoposto a saccheggio per opera di alcuni soldati spagnoli privati da lungo tempo della paga 6)T. Fazello II, p. 752. Sempre Fazello cita la località come ” castelletto detto latinamente Auricella”. V. Amico ricorda, intorno alla metà del XVIII secolo, il castello di Roccella, posto in cima ad una eccelsa rupe e già in rovina 7)V. Amico 1855/56, vol. II, pp. 433-434.

Descrizione architettonica e topografica – L’abitato di Roccella Valdemone sorge all’ombra di due grandi rocche: la rocca piccola, che giace a quota 797 m. s.l.m.; la “Rocca Grande”, che si eleva a 896 m. s.l.m. L’insediamento ha mantenuto, durante il corso dei secoli, una conformazione tipicamente medievale, con stradine anguste e spazi ristretti. Presso la rocca piccola, adibita adesso a belvedere comunale, è stata riconosciuta la presenza di un castello, del quale non è possibile osservare più alcun resto. Probabilmente gravemente danneggiato dal terremoto del 1693, successivamente subì ulteriori devastazioni, che ne hanno compromesso l’esistenza stessa. Si è ipotizzato che la fortezza in questione fosse un valido organo di controllo della fiumara del torrente Roccella, possibile via di accesso per i Nebrodi orientali. Non è dato sapere in quale epoca venisse edificato il castello. Si ipotizza un’origine bizantina o normanna. Nelle immediate vicinanze o nei pressi dell’abitato, durante il XII secolo, si trovava il citato monastero di S. Nicola di Pellera, monastero di rito greco, la cui origine è, probabilmente, alto-medievale.

Cronologia – origini ignote, l’edificio, in stato di rudere, risulta ancora esistente nella metà del XVIII secolo.

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

AA.VV. (1902), Messina e dintorni, Messina 1902.

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

H. Bresc (1986), Un monde méditerranéen. Economie et société en Sicile 1300-1450, Roma-Palermo 1986.

V. D’Alessandro (1963), Politica e società nella Sicilia aragonese, Palermo 1963.

Fazello (1558), De Rebus Siculis decadae duae, Palermo 1558, trad. it. di A. De Rosalia, Storia di Sicilia, Palermo 1990.

C. Filangeri (1979), Monasteri Basiliani di Sicilia, Messina 1979.

F. Maurici (1992), Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Sellerio, Palermo 1992.

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References   [ + ]

1. C. Filangeri 1979, pag. 103
2. H. Bresc 1986, pag. 62
3. H. Bresc 1986, pag. 62
4. T. Fazello II, p. 554
5. D’Alessandro 1963, pag. 47
6. T. Fazello II, p. 752
7. V. Amico 1855/56, vol. II, pp. 433-434
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