Castello di Santa Lucia del Mela

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Incastellamento normanno nella Sicilia medievale: il Castello di Santa Lucia del Mela

Sessioni fotografiche – 2004/2005 (Nikon Coolpix 995)

Rapporti ambientali – Il Castello di Santa Lucia del Mela si trova lungo il versante tirrenico, in collina, presso l’omonimo centro abitato

mela-1Descrizione storica – La genesi edilizia del castello risulta poco chiara. Si ritiene, secondo una ricostruzione prodotta dal Monsignor Airoldi, studioso locale del XIX secolo, che in epoca alto-medievale nei pressi dell’odierno abitato di S. Lucia del Mela sia esistito un insediamento bizantino, Mangarruna / Mankarru (forse di origini classiche), successivamente conquistato dai musulmani intorno all’837 d.C. A seguito della conquista è possibile che i vincitori abbiano edificato o riedificato un ridotto fortificato sulla sommità del colle a ridosso del paese. Di tale struttura apparentemente non esiste alcuna traccia materiale, sebbene non si escluda che parti dell’antico edificio siano state inglobate all’interno dell’attuale castello. Purtroppo le fonti normanne non ricordano l’esistenza di strutture fortificate nei pressi di S. Lucia del Mela, sebbene l’abitato risulti più o meno direttamente citato in alcuni documenti tra XI e XII sec. In due diplomi risalenti al 1094 il conte Ruggero afferma di aver ricostruito “…ecclesiam Sanctae Luciae sitam in campania Milatii…” 1)S. Cambria 1962, pag. 7. La riedificazione lascerebbe intendere la presenza di un edificio sacro precedente all’invasione normanna, possibilmente esistente durante la dominazione bizantina. Tra l’XI e il XII secolo il territorio di S. Lucia risulta inserito nel “tenimento” di Milazzo e sotto il potere di Goffredo Burrell 2)I. Peri 1955-56, pp. 96. Sulla località e sull’eventuale presenza di forti e fortificazioni Edrisi, intorno al 1150 d.C., tace, curandosi di descrivere solo il vicino insediamento di Milazzo. Solo agli inizi del XIII secolo l’intero comprensorio risulta di pertinenza della diocesi di Patti e Lipari. In un documento del 1206 si concede il territorio di S. Lucia a un certo Gregorio Mostaccio, cappellano maggiore del regno 3)S. Cambria 1962, pp. 7-8. Al 1228 si registra una rivendicazione del vescovo di Patti, al fine di ottenere nuovamente il territorio sottratto alla diocesi: dovrà accontentarsi di un risarcimento pari a 2000 tarì 4)S. Cambria 1962, pag. 8. Un documento del 1248 chiarisce finalmente l’entità e la consistenza dell’abitato di S. Lucia, censito come casale 5)S. Cambria 1962, pag. 8. Solo nel 1249 si menziona la presenza di un “palacium” a S. Lucia del Mela 6)H. Bresc 1984, pag. 83 7)Terranova 1991, pag. 28. Dunque non è improbabile che l’edificio, costruito un anno prima della morte di Federico II, svolgesse funzioni sia militari, che residenziali, come la maggior parte dei castelli edificati nei decenni precedenti secondo le precise volontà dell’imperatore. Un documento risalente al 1296 ricorda S. Lucia sempre come casale 8)Gregorio 1791-92, pag. 468; nel 1330 si ricorda un “castrum Maccaruni”, edificato, probabilmente restaurato ed ampliato su preesistenze, per volontà di Federico III presso il casale di S. Lucia 9)Michele da Piazza, pag. 70. Da questo momento in poi “castrum” e abitato vengono inseriti nelle alterne vicende delle continue lotte fra Aragonesi e Angioini. Matteo Palizzi nel 1340 risulta possessore del castello ; alla sua morte il feudo ritorna alla corona 10)De Spucches, vol. VIII, pag. 125. Il vicario Giovanni di Randazzo sfrutta il castello come edficio logistico per le sue ruppe durante il tentativo di riconquista di Milazzo nel 1346 11)Mirto 1986, pag. 275. Finalmente un documento del 1356 censisce Santa Lucia come “castrum et terra” 12)Michele da Piazza, pag. 295. Un documento della Regia Cancelleria ricorda il castello nel quale alloggiano sei “servientes” nel 1413 13)ASPA, Regia Cancelleria, reg. 49, c. 108v. Nel 1497 ad Alfonso d’Aragona, figlio di Ferdinando II, si confermano tutti i privilegi legati a Santa Lucia 14)Cambria 1962, pag. 13. Fazello, nel 1558, ricorda un “castel di Santa Lucia” posto a 3 miglia dal monastero basiliano di S. Maria la Gala e a 6 miglia da Milazzo 15)Fazello ed. 1817, vol. I, pag. 565. Nel 1644 si registra uno stato di degrado del castello 16)Terranova 1991, pag. 29; nel 1695 i locali del castello ospitano un seminario riaperto in precedenza presso il sottostante abitato da Simone Impellizzeri 17)Cambria 1962, pag. 37 . De Ciocchis, nel 1742, ordina la riapertura dell’edificio, trovato chiuso 18)Cambria 1962, pag. 45; nel 1894 e nel 1908 l’intero complesso fortificato subisce danni arrecati da due violenti scosse sismiche 19)Cambria 1962, pp. 45-46

Descrizione architettonica e topografica – Il castello di Santa Lucia del Mela sorge su di un colle a 368 m. s.l.m. A est e a ovest del rilievo scorrono due torrenti, rispettivamente il Floripotema e il Mela. Dalla sommità dell’altura è possibile ottenere una magnifica visione d’insieme sulla piana di Milazzo. Il castello possiede una pianta pentagonale irregolare; a meridione è presente l’attuale ingresso fiancheggiato, ad ovest, da un’imponente torre circolare, vero fulcro (mastio) dell’intero complesso. Precede l’ingresso un ampio spazio aperto, che ospita a meridione una seconda torre. Quest’ultima costruzione, adesso a pianta triangolare, forse un tempo pentagonale, è composta da pietrame con “listatura” di laterizio ed è alta, nel complesso, circa m. 12. La torre, a sud, appare circondata da un muro di cinta con feritoie. I resti di questo secondo complesso fortificato, distaccato dal nucleo principale, un tempo doveva legarsi al “palatium” per mezzo di un continuo muro di cinta, del quale oggi è possibile percepire solo alcuni resti. L’imponente torre circolare presenta una tecnica edilizia simile alla citata torre pentagonale, muratura composta da pietrame non lavorato e listato da filari di cotto; la struttura, inoltre, possiede un’altezza di m. 19,50. Si ritiene che il mastio circolare possa essere il risultato di sovrapposizioni edilizie successive, come denuncerebbero i resti di una merlatura posta circa a metà dell’altezza complessiva e adesso annegata nella muratura utilizzata per il successivo innalzamento della struttura circolare. La torre presenta, inoltre, due finestre: la prima, più ampia, è posta a sud-est ed è incorniciata da conci di pietra lavica fasciati da conci di bianca pietra calcarea; la seconda finestra, posta più in alto rispetto alla prima, si presenta più piccola e priva di cornici. L’edificio circolare si presenta, al suo interno, diviso in due elevazioni: il pian terreno, alto m. 5,20, un tempo doveva svolgere funzioni di cisterna e, forse, successivamente di prigione; il primo piano, alto ben 11,50 m., si distingue attraverso una copertura con volta ad ombrello, sostenuta da quattro costoloni a crociera. L’ingresso principale al “palatium” è caratterizzato da un arco a sesto acuto, composto da conci d’arenaria e contornato da una ghiera di pomice nero, similmente alle finestre della torre, ma con motivo cromatico invertito. Varcata l’ampia soglia, si giunge nel cortile interno o piazza d’armi, che possiede una singolare pianta triangolare e dal quale è possibile accedere, attraverso un portale d’ingresso rivolto ad est e caratterizzato anch’esso da un arco a sesto acuto sempre contornato da una cornice di pomice nera, all’antica cappella del castello, di pianta rettangolare, con abside ricavata nello spessore del muro orientale. Il resto del complesso si presenta, purtroppo, ampiamente alterato, causa soprattutto la trasformazione in seminario avvenuta, come già scritto, alla fine del XVII secolo. Inoltre ai giorni nostri recenti restauri hanno sì donato nuova vita all’antico “palatium”, ma ne hanno ancor più fortemente limitato la lettura interpretativa dell’originario impianto.

Cronologia – l’edificio fortificato risulterebbe attestato già nel secondo quarto del XIII sec. d.C.

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

S. Cambria (1962), La prelatura Nullius di S. Lucia del Mela, Palermo 1962.

O. Costa, G. Candioto (1989), Il castello di S. Lucia del Mela, tesi di Laurea, Università di Palermo, facoltà di Architettura, 1989.

Fazello (1558), De Rebus Siculis decadae duae, Palermo 1558, trad. it. di A. De Rosalia, Storia di Sicilia, Palermo 1990.

G. Ganci Battaglia, G. Vaccaro (1968), Aquile sulle rocce (castelli di Sicilia), Palermo 1968.

F. San Martino de Spucches (1924-1941), La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari di Sicilia dalla loro origine ai nostri giorni, 10 vol., Palermo 1924-1941.

A.M. Sgrò (1998), Guida al patrimonio librario antico delle biblioteche pubbliche e agli archivi storici ecclesiastici della provincia di Messina, Messina 1998.

C. Terranova, I Castelli Peloritani del versante tirrenico, Milazzo 1991.

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References   [ + ]

1. S. Cambria 1962, pag. 7
2. I. Peri 1955-56, pp. 96
3. S. Cambria 1962, pp. 7-8
4. S. Cambria 1962, pag. 8
5. S. Cambria 1962, pag. 8
6. H. Bresc 1984, pag. 83
7. Terranova 1991, pag. 28
8. Gregorio 1791-92, pag. 468
9. Michele da Piazza, pag. 70
10. De Spucches, vol. VIII, pag. 125
11. Mirto 1986, pag. 275
12. Michele da Piazza, pag. 295
13. ASPA, Regia Cancelleria, reg. 49, c. 108v
14. Cambria 1962, pag. 13
15. Fazello ed. 1817, vol. I, pag. 565
16. Terranova 1991, pag. 29
17. Cambria 1962, pag. 37
18. Cambria 1962, pag. 45
19. Cambria 1962, pp. 45-46
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