Castello di Savoca

×Details

Incastellamento normanno nella Sicilia medievale: il Castello di Savoca

Sessioni fotografiche – 14 marzo 2004 (Nikon Coolpix 995)

Rapporti ambientali – Peloritani orientali, collina a 300 m. s.l.m. (S. Teresa di Riva 262 I N.E.)

Descrizione storica – Magre le notizie storiche riguardanti il castello di Savoca. Si apprende dal Fazello che il conte Ruggero I avrebbe quasi obbligato un “sinecismo”, raccogliendo gli abitanti saraceni di piccole borgate limitrofe intorno ad una rocca di nome “Pentafur/Pentefur” e dando origine al primo nucleo dell’abitato di Savoca, posto immediatamente sotto la giurisdizione del monastero del S. Salvatore di Messina 1)T. Fazello ed. 1817, vol. I, pag. 136. Edrisi nella sua opera, “Il libro di Ruggero”, menziona la località di “Sant ‘I.li”, che Amari ritiene possa leggersi “Balm” e conseguentemente identificarsi con il casale di Savoca Palmi 2)M. Amari 1880/81, vol. I, pag. 127. Nel 1282 l’abitato è in grado di fornire a Pietro d’Aragona venti arcieri 3)H. Bresc 1986, p. 61. Durante il XIV secolo, Savoca è menzionata nei documenti alla stregua di “castrum”. Il castello subisce dei restauri nel 1480 per volere di Lorenzo II, Archimandrita di Messina 4)V. Amico 1855-56, pp. 455-456. Inoltre nel XVI secolo, pare che si allarghi il circuito murario della fortezza, al fine di potenziarne le difese 5)V. Amico 1855-56, pp. 455-456.

Descrizione architettonica e topografica – L’abitato sorge in collina, adattandosi bene alla morfologia del luogo. Savoca è uno dei pochi abitati siciliani di origine medievale che conserva in buone condizioni il ricco centro storico. La fortezza occupa la rupe centrale, che letteralmente signoreggia maestosa sul borgo. Del castello si possono osservare i cospicui resti delle cortine murarie, nonché di alcune merlature e del mastio, occupante la parte nord-est della rocca, in una posizione soprelevata rispetto al resto dei ruderi. Il mastio presenta una pianta quadrangolare e all’interno di esso si possono distinguere le tracce di alcuni ambienti e una piccola porzione della pavimentazione, venuti alla luce attraverso una serie di vecchi saggi archeologici.

Cronologia – l’abitato è attestato già dal XI secolo d.C.

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

M. Amari (1880/81), Biblioteca arabo-sicula, 2 vol., Torino- Roma, Loescher 1880-1881.

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

H. Bresc (1986), Un monde méditerranéen. Economie et société en Sicile 1300-1450, Roma-Palermo 1986.

Fazello (1558), De Rebus Siculis decadae duae, Palermo 1558, trad. it. di A. De Rosalia, Storia di Sicilia, Palermo 1990.

S. Mazzarella, R. Zanca, Il libro delle torri. Le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI-XX, Sellerio, Palermo 1984.

Licenza Creative Commons
I testi sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported. Fotografie: Tutti i diritti riservati

References   [ + ]

1. T. Fazello ed. 1817, vol. I, pag. 136
2. M. Amari 1880/81, vol. I, pag. 127
3. H. Bresc 1986, p. 61
4. V. Amico 1855-56, pp. 455-456
5. V. Amico 1855-56, pp. 455-456
+Related
+Meta