Castello di Troina

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Cattedrale di Troina, foto 2012 Giuseppe Tropea

Cattedrale di Troina, foto 2012 Giuseppe Tropea

Descrizione storica – il castello di Troina rientra nel novero delle prime fortezze normanne di Sicilia. Non è nota con esattezza la data di edificazione del castello; si intuisce comunque che un edificio fortificato debba essere stata innalzato non molto tempo dopo la conquista normanna della città, nel 1061 d.C. 1)Malaterra pag. 35 Non a caso proprio in quell’anno il Conte Ruggero trascorre a Troina le festività natalizie. Nota è la ribellione del 1062 2)Malaterra pag. 36 durante la quale i cristiani greci riescono a cacciare la guarnigione normanna dal “castello” di Troina (castrum?) approfittando dell’assenza del conte. Tra il 1067 e il 1079 si edifica la cattedrale di Troina 3)Malaterra pp. 68-69 , prima cattedrale interamente voluta dal Conte Ruggero. Nel 1082, a seguito della costruzione della cattedrale, Troina viene elevata a sede vescovile 4)Starrabba 1888, vol. I, p. 2, doc. I ed è qui che Urbano II incontra il conte Ruggero nel 1088 d.C. 5)Malaterra pp. 92-93. Intorno al 1150 d.C. Edrisi descrive l’abitato come “castello da rassomigliare a città (inurbato); desiderato soggiorno; fortalizio che si estolle sui lati” 6)M. Amari, 1880-81, vol. I, pag. 113. Al 1154 risale un documento in lingua greca 7)Starrabba 1888, vol. II, pag. 390 nel quale risulta citato un tale Graziano, castellano di Troina. Alcuni anni dopo, nel 1169, Troina è attestata ancora come “ecclesia castri civitatis nostrae Troinae” 8)Starrabba 1888, vol. I, p. 27 . L’anno successivo si ricorda un Gregorius Castellanus 9)C.A. Garufi 1899, pag. 119, doc. LI. E’ databile al 1212 l’unico documento federiciano che ricorda Troina sempre come “terra e castrum” 10)Winkelmann 1880-85, I, pag. 98, doc. 114. Delle fortificazioni durante il regno angioino/aragonese poco si conosce. Si apprende che nel 1409 del castello resiste solo una torre, sottoposta a regio demanio, giudicata come “domus plana”, edificio smilitarizzato e privo di valore strategico 11)ACA, Maestro Racional 2506, c. XIIIv, ex inf. F. Maurici. Nel 1425 la torre è ancora demaniale 12)ASPA, Conservatoria del Real Patrimonio, reg. 1011 c. 53, ma poco più di un secolo dopo, nel 1558, la testimonianza del Fazello lascia intendere la totale scomparsa della fortezza, inglobata o obliterata dalla Chiesa Maggiore, appellata dalla popolazione locale col toponimo di “Baglio del Castello”. Questo toponimo è riportato anche da V. Amico nel 1757.

Descrizione topografica e architettonica – E’ molto probabile che il castello fosse ubicato nella parte più alta del colle ove sorge il paese di Troina (1120 s.l.m.), in posizione ovviamente strategica per il controllo del territorio circostante, soprattutto corsi d’acqua e vie di comunicazione. Sulla consistenza di questo complesso fortificato poco è possibile dire. Non si esclude che il castello normanno si impiantasse sui resti di un phrourion greco, così come testimoniano i resti di murature in tecnica isodoma priva di malta nei pressi dell’Ospedale di S. Andrea. E’, inoltre, opinione comune che la fortezza normanna sorgesse la dove oggi si osservano le strutture della cattedrale. E’ probabile che il castello si estendesse fino ai limiti del colle e sfruttasse i pendii a strapiombo al fine di installarvi torri, similmente al castello di Enna. Il Paternò-Castello citava la presenza di tre torri e “fortissime mura aperte al tempo dei saraceni in soli quattro punti: Porta di Baglio, porta del Guardiano, porta di S. Nicolò e porta di Ram.” Tuttavia ai tempi dell’illustre storico siciliano rimanevano solo “pochi ruderi delle basi” 13)Paternò Castello 1907, pag. 101. E’ possibile ipotizzare, anche seguendo la descrizione di Edrisi nella traduzione di Amari, che in un primo tempo venisse edificato un dongione, un grande mastio turrito a pianta rettangolare che svettava isolato dal paese, perché costruito sullo strapiombo della rupe, similmente ai castelli di Paternò, Adrano e Motta S.Anastasia. Successivamente il mastio potrebbe essere stato rinforzato da una cinta muraria esterna con torri angolari. Si sottolinei che le fonti tardo medievali ricordano, nel XV sec., l’esistenza di una torre classificata come “domus plana”, con fini residenziali e priva di valore militare, peculiarità che richiama alla mente un edificio dalle dimensioni ragguardevoli, piuttosto che una semplice torre angolare priva di comodità, reliquia di una scomparsa cinta muraria. Si sottolinei come solo nelle fonti tardo medievali, nei confronti dei cosiddetti dongioni normanni, compare la definizione “turris”. E’ il caso dei dongioni di Paternò, definito “turris” nel 1396 14)ASPA, Real Cancelleria, reg. 28, c. 106v, e di Adrano, classificato sempre come “turris” da Michele da Piazza intorno alla metà del XIV sec. 15)Michele da Piazza (1980), pag. 113. La topografia delle fortificazioni normanne di Troina non sarebbe altresì completa senza la cattedrale che si suppone venisse inglobata all’interno del complesso sistema difensivo. Non offrendo la sommità dell’altura ampi spazi è lecito supporre che entrambi gli edifici fossero l’uno limitrofo all’altro. Non sarebbe un caso unico in Sicilia. Le similitudini sarebbero ancora una volta da ricercare nei complessi fortificati di Paternò, il cui dongione sorge limitrofo alla chiesa di S. Maria dell’Alto, le cui origini normanne sembrano non essere in discussione, di Motta S. Anastasia e Adrano, i cui castelli sorgono nei pressi di altrettanto importanti templi, che ancora attendono studi architettonici mirati a recuperarne le possibili reminiscenze medievali.

Bibliografia –

M. Amari (1880/81), Biblioteca arabo-sicula, 2 vol., Torino- Roma, Loescher 1880-1881.

G. Malaterra, De Rebus Gestis Rogerii Calabriae et Siciliae Comitis et Guiscardi Ducis fratris eius, a cura di E. Pontieri, in Rerum Italicarum Scriptores, V, 1928.

F. Maurici (1992), Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Sellerio, Palermo 1992.

Michele da Piazza (1980), Cronaca (1336-1361), a cura di A. Giuffrida, 1980.

G. Paternò Castello, Nicosia, Sperlinga, Cerami, Troina, Adernò, Bergamo 1907.

I. Peri (1952-1953), Città e campagna in Sicilia, I, Dominazione normanna, vol. I, Atti della Accademia di Scienze Lettere e Arti di Palermo, XIII, parte II, IV, 1952-1953.

R. Santoro, La Sicilia dei Castelli, Palermo 1986.

E. Winkelmann, Acta Imperii Inedita Seculi XIII16)et XIV

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References   [ + ]

1. Malaterra pag. 35
2. Malaterra pag. 36
3. Malaterra pp. 68-69
4. Starrabba 1888, vol. I, p. 2, doc. I
5. Malaterra pp. 92-93
6. M. Amari, 1880-81, vol. I, pag. 113
7. Starrabba 1888, vol. II, pag. 390
8. Starrabba 1888, vol. I, p. 27
9. C.A. Garufi 1899, pag. 119, doc. LI
10. Winkelmann 1880-85, I, pag. 98, doc. 114
11. ACA, Maestro Racional 2506, c. XIIIv, ex inf. F. Maurici
12. ASPA, Conservatoria del Real Patrimonio, reg. 1011 c. 53
13. Paternò Castello 1907, pag. 101
14. ASPA, Real Cancelleria, reg. 28, c. 106v
15. Michele da Piazza (1980), pag. 113
16. et XIV
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