Castello di Venetico

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Castello di Venetico

Sessioni fotografiche – 2004/2005 (Nikon Coolpix 995)

Rapporti ambientali – Alta collina, centro abitato, costa tirrenica (Rometta 253, I, S.E.).

ve_01Descrizione storica – L’edificazione del Castello di Venetico risale al XV secolo, per opera della famiglia degli Spatafora, principi di Maletto 1)G. Agnello 1961, pag. 237. Tuttavia l’abitato di Venetico risulta esistente e censito in qualità di casale nel 1296 2)Gregorio 1791/92, vol. II, pag. 468. Un documento del 1408 considera feudo il borgo e il territorio circostante 3)Gregorio 1791/92, vol. II, pag. 497. Si ricorda la località in qualità di casale ancora nel 1434 4)ACA Cancelleria 2836, c. 129r. Nel 1750 l’abate Vito Amico menziona l’edificio fortificato alla stregua di palazzo baronale 5)V. Amico 1855/56, vol. II, pag. 652.

Descrizione architettonica e topografica – Il complesso fortificato sorge sulla sommità di un’alta collina dalla quale si gode un’ottima visuale della costa tirrenica. Sembra, infatti, strano che in epoche precedenti al XV secolo non venisse edificato un ridotto fortificato che sfruttasse le alte potenzialità strategiche di questi luoghi tanto suggestivi. Lungo le pendici del colle si abbarbicano i piccoli edifici che compongono l’abitato di Venetico, pittoresco e spopolato. Il forte presenta una pianta quadrangolare, con torri circolari agli angoli. Si accede al castello per mezzo di una vistosa rampa di scale, che un tempo culminava in un ponte levatoio, adesso scomparso. I bastioni murari del perimetro difensivo si preservano nella loro quasi interezza. Si conserva anche parte del camminamento di ronda che girava intorno alla parte interna del perimetro murario. Alle saettiere per moschetti, larghe e a vistosi strombi, si alternano, in prossimità delle torri scarpate angolari, gli alloggiamenti per pezzi di artiglieria. L’interno del castello si prefigura come un palazzo fortificato. Si possono ancora distinguere, nonostante la diffusa devastazione operata dal tempo, alcuni ambienti dall’ampia estensione interna, edificati con la medesima tecnica muraria della bastionatura esterna. I resti meriterebbero un intervento di consolidamento, al fine di conservare la meritata memoria ai posteri. In particolare a nord-ovest si preserva un blocco residenziale, probabilmente quello principale, dalla notevole estensione. Poco a meridione del blocco residenziale citato è forse distinguibile quanto rimane di un edificio sacro: una piccola chiesa o una cappella, parte integrante del complesso fortificato. Il castello mantiene un contatto visivo diretto con il castello di Saponara e il vicino abitato di Roccavaldina, a controllo delle vie di comunicazione verso e da Rometta.

Cronologia – prima metà del XV secolo.

Bibliografia –

AA.VV. (2001), Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

G. Agnello, L’architettura civile e religiosa in Sicilia in età Sveva, Roma 1961.

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

G. Ganci Battaglia, G. Vaccaro (1968), Aquile sulle rocce (castelli di Sicilia), Palermo 1968.

R. Gregorio (1791/92), Biblioteca scriptorum qui res in Sicilia gestas sub Imperio Aragonum rettulere, 2 vol., Palermo 1791/1792.

F. San Martino de Spucches (1924-1941), La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari di Sicilia dalla loro origine ai nostri giorni, 10 vol., Palermo 1924-1941.

C. Terranova, I Castelli Peloritani del versante tirrenico, Milazzo 1991.

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References   [ + ]

1. G. Agnello 1961, pag. 237
2. Gregorio 1791/92, vol. II, pag. 468
3. Gregorio 1791/92, vol. II, pag. 497
4. ACA Cancelleria 2836, c. 129r
5. V. Amico 1855/56, vol. II, pag. 652
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