Cuba di Malvagna

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Insediamento e architettura religiosa dai bizantini ai normanni nella media valle dell’Alcantara: la Cuba di Malvagna

Sessioni fotografiche – 12 giugno 2004 (Nikon Coolpix 995)

Rapporti ambientali – l’edifico sacro trova posto lungo la strada che da Moio Alcantara conduce a Malvagna.

Descrizione storica – l’origine dell’edificio rimane incerta. Le fonti documentarie non ricordano l’edificio, del quale si può ipotizzare una datazione tra il VII e l’VIII sec. d.C. solo attraverso confronti stilistici.

Descrizione architettonica e topografica – la Cuba di Malvagna è un importante esempio di “cella trichora” bizantina, edificio sacro dalle semplici caratteristiche: pianta quadrata con tre absidi disposte su tre lati della costruzione. Il quarto lato in genere presenta l’ingresso, che può essere preceduto da un avancorpo definito “nartece”. Nell’edificio di Malvagna, le absidi sono disposte lungo le pareti perimetrali di meridione, occidente e oriente, mentre un piccolo ingresso laterale (sinistra per chi guarda verso nord) si trova lungo la parete settentrionale. Alcune singolarità distinguono questa “cuba” rispetto ad altri esempi siciliani: per prima cosa il citato ingresso, non solo perché laterale rispetto alla parete, ma anche perché non è preceduto da un nartece; in secondo luogo le absidi, orientale e occidentale (prothesis e diaconicon), non sono in asse e hanno differenti dimensioni (quella occidentale, confrontata con quella orientale, è più piccola e non centrale rispetto alla parete); infine l’abside principale, che solitamente giace lungo la parete opposta all’ingresso, non è rivolto ad oriente, ma verso meridione. La tecnica edilizia utilizzata per edificare il piccolo monumento religioso è relativamente semplice: la muratura è costituita da pietrame lavico non lavorato o solo leggermente sbozzato, legato insieme da malta di buona qualità. Solo i cantonali si presentano costituiti da pietre squadrate di maggiori dimensioni. La cupola che sovrasta l’edificio si imposta, all’interno, su cuffie angolari. La pianta della costruzione appare come un quadrato regolare di circa 5 metri per lato. Si tratta dunque di un edificio sacro di piccole dimensioni, forse una semplice chiesa rurale o, più probabilmente, quel che rimane di un antico metochio (è possibile che dipendesse dal San Salvatore della Placa).

Bibliografia –

G. Agnello (1952), L’architettura bizantina in Sicilia, Firenze 1952.

E. Calandra (1939), Breve storia dell’architettura in Sicilia, Bari 1939.

E.H. Freshfield (1913-18), Cellae trichorae and other Christian antiquities, Londra 1913-18.

P. Orsi (2001 rist. anast.), Sicilia bizantina, 2001 rist. anast.

B. Pace (1949), Arte e civiltà della Sicilia antica, IV, Roma 1949.

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