Fortezza del San Salvatore di Messina

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Incastellamento normanno nella Sicilia medievale: Fortezza del San Salvatore di Messina

Sessioni fotografiche – 2005/2006 (Nikon Coolpix 5700); 2011/2012 Google Maps

Rapporti ambientali – la Fortezza del San Salvatore di Messina trova posto sull’estrema punta della lingua del porto di Messina (254 IV N.O. Messina).

s-salvatore-1Descrizione storica – Risale all’XI secolo la edificazione o la ristrutturazione di una torre dedicata a S. Anna e posta all’estremità della punta del porto 1)Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 240. Si ipotizza che tale edificio sia stato costruito nel 1081, all’interno di un preciso progetto volto a rafforzare la difese di Messina, almeno secondo quanto rivelato dal Malaterra 2)Malaterra, p. 77. Come è noto, intorno alla metà del XII, basandosi però su di una volontà manifestatasi almeno alla fine del secolo precedente, in questi luoghi sorge il famoso monastero basiliano del San Salvatore di Messina “linguae phari” 3)AA.VV. 1902, pag. 374 4)C. Filangeri 1979, pag. 74. Nel 1282 la torre normanna resiste all’assedio degli angioini 5)AA.VV. 1902, pag. 374. Nel 1350 la fortezza è protagonista della ribellione dei Palizzi, che assaltano il forte e lo conquistano in breve tempo. Solo l’intervento del duca Giovanni garantisce la riconquista del complesso e la sua messa in sicurezza. Urbano VI soggiorna al monastero del S. Salvatore nel 1385. Alla fine del XV sec. La chiesa è sottoposta a ingenti restauri ma solo durante il XVI secolo avviene, per volontà del governo spagnolo (Carlo V), un notevole stravolgimento dell’intero complesso. Nel 1537 si erige un impianto fortificato di nuova concezione, che ingloba le vecchie fabbriche medievali della torre di S. Anna e del monastero del SS. Salvatore 6)C. Sartori 1998, pp. 14-18. Nel 1549 l’esplosione della polveriera del forte cinquecentesco causa seri danni all’intero castello 7)Sisci, Chillemi, Lo Curzio 1990, pag. 170. Intorno al primo decennio del XVII secolo vengono ultimate fortificazioni aggiuntive. Nel 1783 un primo terremoto si abbatte sulle fabbriche del castello con violenza, causando ingenti danni 8)Sisci, Chillemi, Lo Curzio 1990, pag. 170. Il successivo terremoto del 1908, seguito da relativo maremoto, decreta il definitivo abbattimento delle mura interne al porto nell’anno successivo, 1909.

Descrizione architettonica e topografica – la Fortezza del San Salvatore di Messina è proprietà del Ministero della difesa, Demanio Militare. L’edificio ha pianta poligonale, si adatta alla conformazione naturale della penisola di San Ranieri e culmina in un bastione semi-cilindrico noto come “Forte Campana”. Si accede a questo bastione per mezzo di un portale bugnato, che immette in un salone coperto da volta a botte. In fondo a questo salone è possibile visionare quanto rimane dell’antica torre di S. Anna, inglobata all’interno delle fortificazioni cinquecentesche. La torre possiede una pianta ottagonale e consta di almeno due elevazioni. Sulla sommità dell’edificio si impianta la stele votiva che sorregge la famosa statua della Madonna della Lettera. Forma e tecnica edilizia della torre (blocchi di pietra locale ben squadrati e disposti in assise regolari?) potrebbe richiamare un’origine federiciana 9)senza fonte, similmente al castello Matagrifone. Dal citato salone si diparte una rampa di scale che si biforca poco dopo in altrettante rampe, che conducono in due vani mediani. Proseguendo verso l’alto si giunge presso un terrazzamento, sul quale si impostano a semicerchio delle casematte strombate, che un tempo ospitavano considerevoli bocche da fuoco. Al di sopra di queste casematte si trova un secondo terrazzamento, un tempo attrezzato al medesimo modo del terrazzamento sottostante. Tutto l’insieme è stato costruito in pietrame, blocchi di calcare e frammenti di laterizi tenuto insieme da malta in notevole quantità. Si giunge alle fortificazioni cinquecentesche per mezzo di un portale del XVII secolo (anch’esso bugnato, con stemma asburgico e iscrizione attestante i lavori ultimati nel 1614), che si innesta su due contrafforti scarpati, addossati alla vecchia bastionatura, a sua volta caratterizzata da saettiere per i moschetti. Proteso verso la parte esterna del porto un ulteriore baluardo assicura la difesa dell’ingresso, oltrepassato il quale sulla destra si svolge il muro perimetrale (si tratta della cortina muraria esterna, quella interna è andata perduta nel terremoto del 1908), nel quale si osservano ambienti coperti a volta e sopraelevati rispetto al piano di campagna. Questo lungo bastione collega il baluardo triangolare che difende l’ingresso con il baluardo semi-cilindrico, che occupa l’estremità della penisola. Le lunghe cortine murarie un tempo ospitavano due ulteriori bastioni di forma pentagonale, dei quali oggi sopravvive solo quello che si addossa al muro perimetrale esterno.

Cronologia – XI secolo, edificazione della torre dedicata a S. Anna; XII secolo, edificazione del monastero del S. Salvatore “in Linguae Phari”; XVI (1537) edificazione del forte spagnolo su ordine di Carlo V.

Bibliografia –

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S. Mazzarella, R. Zanca(1984), Il libro delle torri. Le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI-XX, Sellerio, Palermo 1984.

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C. Sartori (1998), Il Forte del S. Salvatore nella zona falcata. L’intervento di restauro della Soprintendenza BB. CC. AA. di Messina, vol. XIX 4, pp. 14-18, 1998.

Sisci, Chillemi, Lo Curzio (1990), Messina. Fortificazioni e arsenali, strutture storiche e realtà urbana, Messina 1990.

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References   [ + ]

1. Castelli medievali di Sicilia 2001, pag. 240
2. Malaterra, p. 77
3. AA.VV. 1902, pag. 374
4. C. Filangeri 1979, pag. 74
5. AA.VV. 1902, pag. 374
6. C. Sartori 1998, pp. 14-18
7. Sisci, Chillemi, Lo Curzio 1990, pag. 170
8. Sisci, Chillemi, Lo Curzio 1990, pag. 170
9. senza fonte
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