Garitta di Santa Tecla

×Details

Torri costiere di Sicilia: la garitta di Santa Tecla

Sessioni fotografiche – 2011/2013, Nikon D1x + Nikkor 70 210 F4 e Nikkor 12 24 F4

Descrizione storica – Filoteo degli Omodei segnala “…la torre dell’archelà per guardia della marina, antica…” 1)Filoteo degli Omodei 1557, pag. 81 nei pressi di Santa Tecla, all’epoca piccolo borgo attorno ad una chiesetta. Di questa torre, diversa dall’attuale garitta, nulla rimane. Sull’assenza di strutture fortificate lungo questo tratto di costa torna Camilliani nel 1584, che segnala solo una vecchia torre presso Punta Nera, ormai “rovinata et sfatta”. Successivamente egli sottolinea la necessità di edificare un edificio forte lungo la marina di Santa Tecla, nei pressi di Punta dell’Apa “…perchè da questo luogo è necessario scoprire lo scaro di Santa Degla, il quale è luogo dove i corsali sogliono continoamente dare in terra et là rifrescarsi di tutte le vettovaglie…” 2)C. Camilliani ed. 1993, pp. 329, 443, 538. Risale al 1589 un atto proveniente dall’Archivio Storico del Comune di Acireale. Il testo descrive una visita dei tecnici della Deputazione affinché si costruisca una torre “…nello scaro di Santa Tecla…” 3)Archivio Storico del comune di Acireale, Registro Corrispondenze 1589, c.114v. Alcuni  decenni dopo, nel 1625, sembra sia tutto pronto per il bando relativo all’edificazione di ben sette torri lungo la marina di Acireale, una delle quali a Santa Tecla 4)Archivio Storico del comune di Acireale, Registro Gabelle 1624-1625, c.42v. Sebbene l’edificazione della garitta sia da ascriversi entro la prima metà del XVII sec., Massa, parlando di S. Tecla, non ricorda presenza di una torre, che è menzionata dal Castellalfero nel 1714: “…vi è una garitta con quattro uomini, che vi stanno di guardia…” 5)Castellalfero ed. 1994, pag. 127.

Descrizione topografica e architettonica -la Garitta di Santa Tecla è una piccola torre a pianta quadrata di 3 metri per lato. Si tratta di un parallelepipedo (altezza massima 6 metri) con copertura a piramide sormontata da una sfera di basalto e quattro merli o acroteri agli angoli. La tecnica edilizia si compone di pietrame lavico irregolare, legato con malta e frammenti di tegole e cocci. Uno strato di intonaco rossastro copre il tetto e interventi di consolidamento si possono osservare lungo la parete settentrionale, che si caratterizza per la presenza di due feritoie. Finestre rettangolari con cornice in pietra lavica si osservano nelle pareti meridionale e occidentale, mentre la porta d’accesso è stata ricavata lungo la parete orientale. L’unico vano interno, spoglio, è coperto da volta a vela.

Bibliografia –

C. Camilliani, Descrizione dell’Isola di Sicilia, Biblioteca Storica e Letteraria di Sicilia, vol. XXV, serie II, 1877.

Castellalfero e altri, Sicilia 1713 relazioni per Vittorio Amedeo di Savoia, Fondazione Culturale Lauro Chiazzese della Sicilcassa, 1994.

Filoteo degli Omodei (1557), Descrizione della Sicilia, Biblioteca storica e letteraria di Sicilia, 1974 rist. an., manoscritto del 1557.

S. Mazzarella, R. Zanca(1984), Il libro delle torri. Le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI-XX, Sellerio, Palermo 1984.

Licenza Creative Commons
I testi sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported. Fotografie: Tutti i diritti riservati

References   [ + ]

1. Filoteo degli Omodei 1557, pag. 81
2. C. Camilliani ed. 1993, pp. 329, 443, 538
3. Archivio Storico del comune di Acireale, Registro Corrispondenze 1589, c.114v
4. Archivio Storico del comune di Acireale, Registro Gabelle 1624-1625, c.42v
5. Castellalfero ed. 1994, pag. 127
+Meta