Gioiosa Guardia o Gioiosa Vecchia

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Rapporti ambientali – i resti del sito fortificato di Gioiosa Guardia o Gioiosa Vecchia trovano posto su di un piccolo altipiano (800m s.l.m.), alcuni chilometri a sud dell’attuale abitato di Gioiosa Marea, non lontano da Capo Calavà. Si tratta di un rilievo naturalmente fortificato, dal quale è possibile dominare il territorio circostante e il limitrofo arcipelago delle Eolie.

Descrizione storica – Contestualmente alla fondazione del vescovado di Lipari/Patti, il conte Ruggero concede ai Benedettini un “tenimentum” in una zona montuosa, ricordata con il toponimo di Meliuso, non lontano da Capo Calavà, affinchè i monaci ivi potessero edificare un casale 1)S. Natoli 1995, pag. 102. La zona corrisponderebbe approssimativamente al luogo ove oggi insistono i ruderi di Gioiosa Guardia. Nessuna notizia  sull’abitato si ricava per i secoli XII/XIII; nel 1366 la zona è infeudata a Vinciguerra Aragona, che fonda un insediamento e una fortezza 2)V. Amico 1855/56, vol. I, pag. 508. Tuttavia il territorio, alla fine del XIV sec., risulta confiscato a Bartolomeo Aragona e concesso nuovamente al vescovo di Patti 3)V. Amico 1855/56, vol. I, pag. 508. Relativamente ai decenni successivi, i documenti menzionano l’esistenza di un fortilizio di modeste dimensioni. Un documento del 1410 ricorda una torre adibita all’utilizzo di “fani” 4)ACA – Maestro Racional 2506; nel 1558 si ricorda un “piccolo castel di Giusa” posto a 4 miglia dal “castel di Pilaino (Piraino)”  5)Fazello 1817, vol. I, pag. 563. Nel 1783 un violento terremoto sconquassa l’abitato 6)S. Natoli 1995, pag. 105  che nel 1798 risulta definitivamente abbandonato, in favore di un insediamento vicino alla costa, Gioiosa Marea. Nel 1801, gli ultimi abitanti dell’antico sito, le suore di Sant’Anna, abbandonano definitivamente il luogo ormai inospitale 7)S. Natoli 1995, pag. 105.

Descrizione topografica e architettonica – Si giunge ai resti dell’antico insediamento da Gioiosa Marea per mezzo di una carrozzabile lunga circa 11km. I resti dell’abitato occupano un altopiano stretto e lungo, orientato nord/sud. Sulla sommità dell’altura si riconoscono i ruderi di numerose abitazioni, alcune leggibili solo in pianta, altre parzialmente conservate in altezza. A causa dei secoli di abbandono tutto permane pericolante e i crolli sono pericolosamente frequenti. Dalla fotografia aerea si riconosce un asse viario principale orientato nord sud, che un tempo connetteva l’antica chiesa madre alla fortezza. Dell’antico castello nulla rimane. Si ritene che esso fosse irrimediabilmente danneggiato già ai tempi dell’esodo post terremoto. L’edificio probabilmente si impostava sul punto più elevato dell’altipiano, nei pressi di un consistente affioramento roccioso. Oggi del maniero si riconoscono pochi lacerti murari posti a formare un antico torrione cilindrico del tutto obliterato. Nei pressi dei pochi ruderi si riconosce la presenza di alcune grandi cisterne utilizzate certamente per il rifornimento idrico del paese. Sul limitare settentrionale dell’altopiano si impostano, su imponenti sostruzioni, i ruderi della chiesa madre, spesso confusa con l’antico castello, per via della consistente mole della torre campanaria, ancora oggi  conservata per buona parte. Ad occidente, ad una quota più bassa rispetto ai ruderi dell’abitato, presso una balza meno esposta ai venti, si impostano i resti di un convento, presumibilmente il convento delle suore di Sant’Anna, presso il quale recenti scavi hanno evidenziato tracce di frequentazione databili dal XII al IV sec. a.C.

Bibliografia –

V. Amico (1855/56), Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

G. L. Barberi (1993), Il Magnum Capibrevium dei feudi maggiori, Ragusa – Palermo 1993.

H. Bresc (1986), Un monde méditerranéen. Economie et société en Sicile 1300-1450, Roma- Palermo, 1986.

Fazello (1558), De Rebus Siculis decadae duae, Palermo 1558, trad. it. di A. De Rosalia, Storia di Sicilia, Palermo 1990.

S. Natoli (1995), Le origini e la storia di Gioiosa Guardia, in Storia dei Nebrodi, 3, Brolo 1995, pp. 101-106.

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References   [ + ]

1. S. Natoli 1995, pag. 102
2. V. Amico 1855/56, vol. I, pag. 508
3. V. Amico 1855/56, vol. I, pag. 508
4. ACA – Maestro Racional 2506
5. Fazello 1817, vol. I, pag. 563
6. S. Natoli 1995, pag. 105
7. S. Natoli 1995, pag. 105
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