Kastron o Kastelion di Selinunte presso Castelvetrano

×Details

Descrizione storica – Edrisi, nel 1150 d.C., ricorda tra Sciacca e Mazara la presenza di un casale, definito “Al Asnam”, da tradursi, secondo l’interpretazione di Amari 1)Amari 1880/1881, vol. I, p. 78, in “gli idoli o i pilastri”, in relazione ai resti di colonne ancora intatte dopo millenni. Il geografo arabo non ricorda, tuttavia, alcuna fortificazione impiantata sulle rovine dei templi.

Descrizione topografica e architettonica – Il Kastron o Kastelion di Selinunte presso Castelvetrano occupa l’estremità meridionale dell’acropoli dell’antica Selinunte. Il luogo fu probabilmente scelto al fine di ottenere un migliore controllo dell’antistante tratto di costa. Secondo tradizione bizantina, il forte risulta costruito per mezzo di materiale di spoglio proveniente soprattutto dai templi A ed O, dei quali l’edificio medievale sfrutta anche il basamento. La ricostruzione in pianta permette di restituire le dimensioni della fortezza, circa 40 metri per lato, e consente di riconoscere la presenza di almeno due torri aggettanti, poste agli angoli di nord-est e nord-ovest, e di un possibile torrione, anch’esso fortemente aggettante, innalzato a metà del lungo muro di meridione. La presenza di quest’ultima grande torre o saliente difensivo si giustifica perché posto lungo il versante che guarda la costa.

La fortezza di Selinunte è un esempio, al momento 2)1. Esisterebbe un secondo esempio di fortezza a pianta quadrangolare presso Monte Castellaccio, località Polverello tra Roccella Valdemone e Montalbano Elicona. L’edificio in pianta misura circa 54 x 40 metri, purtroppo sulla genesi di tale struttura poco si conosce. , unico in Sicilia. Le acropoli di altre antiche città dell’isola non restituiscono, infatti, edifici fortificati di epoca bizantina tanto regolari sia nella pianta, sia nella progettazione, sebbene le fonti storiche ricordino l’esistenza di numerosi siti forti bizantini. Le fonti arabe parlano, infatti, di un processo di incastellamento voluto da Costantinopoli già all’indomani dello sbarco musulmano presso Mazara: si tratta di “kastelia/kastra” e “phrouria” costruiti per difendere popolazione e territorio dalle incursioni nemiche. Ne è un esempio Castelmola, vicino Taormina, abitato presso il quale decenni fa si rinvenne una famosa iscrizione nella quale si ufficializzava la realizzazione di un “kastron”, di un luogo munito che sfruttava le già evidenti difese naturali. Sfruttare il vantaggio della natura era l’imperativo degli ufficiali bizantini. Esaltare le qualità difensive di decine di luoghi naturalmente forti e munirli ulteriormente là dove erano deficitari. L’unicità di Selinunte risiede anche nello sfruttamento di materiali provenienti dai templi crollati dell’antica acropoli greca. Non esistono scogliere a strapiombo o vette favorevolmente isolate e aspre. La fortezza di Selinunte è frutto dell’ingegneria militare bizantina, in quei secoli all’avanguardia nel Mediterraneo. Non a caso il termine di paragone più vicino si trova in Tunisia, presso Ain Tounga, ove tra i ruderi di un abitato romano si può osservare una fortezza a pianta quadrangolare con torri mediane e angolari, edificata con materiali di riporto.

Bibliografia –

M. Amari, Biblioteca Arabo Sicula, volume I

C. Foss, Cities, Fortresses and Villages of Byzantine Asia Minor, Aldershot 1996.

C. Foss, D. Winfield, Byzantine Fortifications. An introduction, Pretoria 1986

F. de’ Maffei, Le fortificazioni sul limes orientale al tempo di Giustiniano, in «Corsi di cultura sull’arte ravennate e bizantina», 32, 1985, pp. 109-50

D. Pringle, The defence of Byzantine Africa from Justinian to the Arab Conquest, London 1981.

Licenza Creative Commons
I testi sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported. Fotografie: Tutti i diritti riservati

References   [ + ]

1. Amari 1880/1881, vol. I, p. 78
2. 1. Esisterebbe un secondo esempio di fortezza a pianta quadrangolare presso Monte Castellaccio, località Polverello tra Roccella Valdemone e Montalbano Elicona. L’edificio in pianta misura circa 54 x 40 metri, purtroppo sulla genesi di tale struttura poco si conosce.
+Related
+Meta