Ponte dei Saraceni

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Sessioni Fotografiche – anno 2006 (Fuji Finepix A120); anno 1900/1920 di Paternò Castello (medio/grande formato?)

Descrizione storica – Secondo tradizione si suole datare il Ponte dei Saraceni ad epoca normanna, tra l’XI e il XII sec. d.C. Si tratta di una collocazione cronologica in assenza di prove documentarie o archeologiche. E’ possibile che la presenza di questo edificio lungo l’alta valle del Simeto sia legata agli interessi congiunti sul territorio da parte dei nobili Spatafora e di monaci cistercensi. Gli uni si presume venissero insignoriti del feudo di Spanò intorno al 1282 d.C. 1)Plumari, Storia di Randazzo, 2 vol., vol. I, p. 153; gli altri ebbero la possibilità di fondare, per volontà di Nicola da Troina, un monastero, S Maria della Stella di Spanò, nel 1263 d.C.  2)A. Sparti 1995, pag. 63. E’ possibile che soprattutto gli Spatafora promuovessero la formazione di un casale o incentivassero l’ampiamento di uno già esistente 3)Filangeri 1995, pp. 14-15 , presso il quale costruire una dimora fortificata e potenziare la rete viaria. Del monastero cistercense oggi sopravvivono la chiesa, palesemente medievale, e alcuni edifici limitrofi, più recenti 4)Filangeri 1995, pag. 33 e seg. . Del casale e del castello feudale nulla rimane. E’ possibile che l’insediamento si sviluppasse presso un’altura nota con il toponimo di “Castelluzzo”. Il rilievo trova posto un paio di chilometri a sud-est rispetto al monastero di S. Maria. Non può che destare sospetti la presenza di numerose strade carraie, relitti di una rete viaria più o meno fitta, che collegava Troina a Catania. Doveva necessariamente far parte di queste vie di comunicazione il cosiddetto Ponte dei Saraceni, che, non a caso, giace a sud-est del monte “Castelluzzo”. Vi è, dunque, la possibilità che la realizzazione del ponte possa situarsi in un periodo compreso tra la fine del XIII sec. e gli inizi/metà del XIV sec. Tuttavia non si esclude che il ponte preesistesse al XIII sec. e che gli Spatafora ne avessero solamente promosso la ricostruzione, sfruttando e inglobando vecchie strutture di epoca precedente.

Fotografie – 2006 5)nggallery id=84

6)singlepic id=752 w=200 h=100 float=left Descrizione topografica e architettonica – Il Ponte dei Saraceni trova posto lungo l’alto corso del fiume Simeto, in una zona nota con il toponimo di “Forre”, alte pareti di roccia lavica, spesso basalti colonnali, a strapiombo sul letto del fiume, similmente alle più famose gole dell’Alcantara. L’edificio, imponente, collega le due sponde del fiume in una zona ove altrimenti sarebbe impossibile il guado. E’ possibile che l’attuale ponte sia il risultato di successivi rimaneggiamenti e che in origine si trattasse di un ponte, forse di epoca romana, edificato con arcate a tutto sesto. L’antica struttura, presumibilmente crollata, venne successivamente ripristinata, forse tra l’XI e il XIII/XIV sec. d.C. Il ripristino interessò principalmente l’arcata centrale, che fu realizzata a sesto acuto, e la prima arcata orientale, minore nelle dimensioni e costruita sempre a sesto acuto. Dell’originale ponte romano probabilmente sopravvivevano una o due arcate a tutto sesto, poste all’estremità est e inglobate nell’edificio di impianto medievale. Tuttavia anche gli ultimi resti di epoca romana vennero spazzati via dall’alluvione del 1948, che colpì violentemente il ponte, arrecando ingenti danni. Solo nei primi anni del XXI sec. si decise un intervento volto a restaurare il ponte e a ripristinare le arcate perdute, che vennero ricostruite prestando poca attenzione all’aspetto originario. Del ponte medievale rimane un’interessante foto di A. Paternò Castello, immagine prodotta agli inizi del XX sec. Dalla foto si evince l’originario assetto del ponte, con un grande arco a tutto sesto, posto all’estremità est della struttura.

Biblografia –

Filangeri, La chiesa cistercense di Santa Maria di Spanò (Randazzo), fra documenti scritti e documenti di pietra,  in Archivio Storico Messinese 1995.

Plumari, Storia di Randazzo, 2 vol.

A. Sparti, De Fundazione, dotatione ed dedicatione ecclesie Sancte Marie de Spanò, in Archivio Storico Messinese 1995.

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References   [ + ]

1. Plumari, Storia di Randazzo, 2 vol., vol. I, p. 153
2. A. Sparti 1995, pag. 63
3. Filangeri 1995, pp. 14-15
4. Filangeri 1995, pag. 33 e seg.
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