Torre Cabrera di Pozzallo

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Torre Cabrera di Pozzallo

Le torri costiere di Sicilia: torre Cabrera di Pozzallo

Sessioni fotografiche – 28 luglio 2008 (Sony DSC-F828)

dsc01838Descrizione storica – Non esiste documento che possa definire con precisione l’anno di fondazione della torre. Al 1392 si data il diploma di concessione della Contea di Modica a Bernat Cabrera 1)E. Sipione 1968, pp. 222-223. E’ dunque ragionevole ritenere che l’edificazione del maniero avvenisse negli anni immediatamente successivi all’insediamento della nobile famiglia presso il nuovo feudo 2)Fazello 1558, I, V, pag. 266.. La “Recensio Feudorum” di re Martino, risalente al 1408, è la prima attestazione documentaria inerente l’edificio, ricordato come turris 3)V. Amico 1855/1856, II, pag. 386. Gli altri dati storici risalgono ad età moderna e contemporanea. Nel 1542 la torre è danneggiata da un terremoto 4)F. Maurici 2008, vol. II, pag. 68. Nel 1578 visita l’edificio T. Spannocchi, il quale offre breve descrizione del complesso:”… Ala torre del Pozzale vi stanno quattro uomini di guardia pagati dal conte di Modica a 1.8 tarì al mese per uno et un cappellano pagato a 3 scudi al mese e hanno tre smerigli di bronzo et alcunj falconetti moschettoni et archibugi. Questi scoprendo vascellj fanno segno con sparare un tiro…”. L’autore lascia anche un disegno della torre, raffigurata con due finestroni per piano, un parapetto merlato con sbrecciatura, una scala esterna e, soprattutto, una cinta quadrilatera esterna, rinforzata agli angoli da torri cilindriche con basamento a scarpa 5)T. Spannocchi 1993, c. XXVII. La visita del Camilliani, avvenuta nel 1584, segnala alcune evidenti modifiche all’assetto strutturale del complesso. La torre necessiterebbe “… di racconciamento per la sicurtà di se stesso…”, inoltre manca del tutto il coronamento merlato e la terrazza ospita un’asta e una campana. La dsc01816cinta muraria esterna risulta fortemente modificata, sopravvivendo, infatti, solo una torre cilindrica scarpata e vi sono magazzini per derrate alimentari addossati a quel che rimane del circuito murario 6)M. Scarlata 1993, pp. 269-271. Secondo le indicazioni del Camilliani, tra la fine del XVI sec. e gli inizi del XVII, iniziano i lavori di consolidamento della torre, lavori che apportano anche sostanziali modifiche all’assetto originario. Risale probabilmente a questo periodo la costruzione del trapezoidale bastione a mare, avendo sacrificato ampia porzione dell’antico muro di cinta. I lavori di restauro e riqualifica, sebbene ultimati, hanno vita breve; il terremoto del 1693 causa notevoli danni alla torre, evidentemente riparata con efficacia se nel 1714 il Castellalfero 7)Castellalfero 1994, pag. 107 descrive la torre come “… situata sopra il basso terreno della ripa, assai grande più d’ogni altra, con un parapetto più basso verso il mare (il bastione a mare), ove vi sono quattro pezzi di cannoni piccoli, cioè tre di metallo et altro di ferro, e sopra della torre altri due cannoni piccoli, uno di ferro e l’altro di metallo; viene poi custodita da un castellano e soi soldati in tempo d’inverno, e nell’estate da uomini dieci; nel recinto di essa torre vi sono pure magazzini e prigioni. E fuori essa verso mezza notte vi è altro magazeno, come pure verso levante, con cappella, cappellano pagato pure dal Reggio Patrimonio…”. Nel 1743 pare che i restauri siano definitivamente completati e nel 1768 si aggiunge una scala a chiocciola al fine di rendere comunicanti la terza elevazione con la seconda 8)F. Maurici 2008, pag. 69 . In epoca contemporanea, il complesso fortificato subisce due campagne di restauro, la prima tra il 1970 e il 1995, la seconda dal 2002 al 2004, ultimata la quale si è deciso di destinare la torre ad uso museale 9)F. Maurici 2008, pag. 70.

Fotografie – 28 luglio 2008: [nggallery id=3]

Torre Cabrera
Torre Cabrera (foto Giuseppe Tropea 2008)

dsc01819Descrizione architettonica e topografica – La torre Cabrera di Pozzallo ha pianta quadrata (metri 19,50 x 19,30) e un tempo trovavasi per buona parte isolata rispetto all’abitato di Pozzallo, fino agli inizi del XX sec. piccolo villaggio di pescatori. L’edificio ha un’altezza di 28 m., suddiviso, all’interno, in tre piani rinforzati da un muro di spinta centrale 10)Castelli medievali di Sicilia 2001, pp. 376-377. Il piano terreno è partizionato in due ambienti coperti da volte a botte. Al primo piano si accede per mezzo di una scala a tre rampe, probabilmente frutto del restauro avvenuto nel corso del XVI sec. Dei due ambienti della seconda elevazione, quello di sud-ovest è suddiviso in tre campate, coperte da volte a crociera con costoloni, un tempo crollati e successivamente reintegrati durante gli ultimi restauri. La sala presenta, ad est, un muro trasversale, oltre il quale si trova una piccola camera circolare ospitante, tempo fa, la rampa di scale a chiocciola conducente al secondo piano. Durante i restauri cinquecenteschi venne deciso di asportare la scala a chiocciola, in favore di una più solida scala lapidea divisa in due rampe. Alla sala di sud-est del primo piano si giunge per mezzo di due porte, delle quali una ad ogiva con chiave di volta impreziosita dallo stemma dei Cabrera. Anche questo ambiente offre la consueta suddivisione in tre campate, la centrale rettangolare e le laterali a pianta quadrata, coperte da crociere costolonate. Si rileva anche la presenza di alcune finestre, databili, presumibilmente, ad epoca dsc01830cinquecentesca. La seconda elevazione offre una divisione identica rispetto al piano inferiore. Anche in questo caso si possono osservare due ampie stanze tripartite e sorrette da crociere, giunte fino ad oggi nella loro originaria integrità. I peducci dei costoloni poggiano su capitelli cubici, impreziositi da un’ossessiva ripetizione dello stemma nobiliare. Le pareti di sud-ovest e nord-est ospitano due finestre sorrette da volta a sesto ribassato. Altre finestre, oggi murate o ridotte di dimensioni, contribuivano ad illuminare la sala rivolta verso la costa, rendendola a tutti gli effetti una grande veranda o un belvedere rivolto al mare. L’esterno della torre spicca per la grande uniformità costruttiva, spezzata solo dalla presenza delle finestre e di due contrafforti coevi al bastione a mare. La tecnica edilizia si compone di blocchetti di pietra spesso intervallati da pietrame non squadrato. Come sempre l’utilizzo di conci ben squadrati è limitato ai cantonali. Dell’originario terrazzo rimane ben poco. Esso venne del tutto rimaneggiato durante i restauri del XVI sec. Oggi è privo delle originarie merlature e al loro posto si trovano alloggiamenti per bocche da fuoco, similmente a quanto è possibile osservare presso la terrazza dell’imponente bastione a mare, fortemente scarpato e con zoccolo piantato direttamente sul sottofondo del mare.

Cronologia – La fondazione della torre Cabrera di Pozzallo si data tra la fine del XIV sec. e gli inizi del XV.

Bibliografia –

AA.VV., Castelli medievali di Sicilia : guida agli itinerari castellani dell’isola, Sicilia, Assessorato dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, Palermo 2001.

V. Amico, Dizionario topografico della Sicilia, trad. da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855/56.

Castellalfero e altri, Sicilia 1713 relazioni per Vittorio Amedeo di Savoia, Fondazione Culturale Lauro Chiazzese della Sicilcassa, 1994.

Fazello, De Rebus Siculis decadae duae, Palermo 1558, trad. it. di A. De Rosalia, Storia di Sicilia, Palermo 1990.

F. Maurici, Le torri nei paesaggi costieri siciliani, Regione siciliana Assessorato dei beni culturali ambientali e della pubblica amministrazione Dipartimento dei beni culturali ambientali e dell’educazione permanente, Palermo 2008.

S. Mazzarella, R. Zanca, Il libro delle torri. Le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI-XX, Sellerio, Palermo 1984.

M. Scarlata, L’opera di Camillo Camiliani, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 1993.

E. Sipione, I privilegi della Contea di Modica e le allegazioni di G.L. Barberi, in Archivio Storico per la Sicilia Orientale, LXIV, III, 1968, pp. 222-230.

T. Spannocchi, Marine del Regno di Sicilia a cura di Rosario Trovato, Ordine degli architetti della provincia di Catania, Catania 1993.

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References   [ + ]

1. E. Sipione 1968, pp. 222-223
2. Fazello 1558, I, V, pag. 266.
3. V. Amico 1855/1856, II, pag. 386
4. F. Maurici 2008, vol. II, pag. 68
5. T. Spannocchi 1993, c. XXVII
6. M. Scarlata 1993, pp. 269-271
7. Castellalfero 1994, pag. 107
8. F. Maurici 2008, pag. 69
9. F. Maurici 2008, pag. 70
10. Castelli medievali di Sicilia 2001, pp. 376-377
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